La scultura su carta stampata, ad Agrigento la mostra di Giovanni Leto

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Giovanni Leto nel suo ex studio di Bagheria, 1993
Giovanni Leto nel suo ex studio di Bagheria, 1993

AGRIGENTO. Tra monumento e disegno astratto, “Spazio (Orizzonti) 2016”, scultura inedita in carta stampata - concepita in esclusiva per lo spazio delle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento e metafora della dispersione della conoscenza nell’era del web - sarà l’opera-guida attorno alla quale si dipanerà il percorso espositivo di “Orizzonte in Orizzonte, 1985/2016”, mostra personale di Giovanni Leto a cura di Lorenzo Bruni, ospitata nelle sale delle Fabbriche Chiaramontane dal 3 dicembre al 29 gennaio.

Inaugurazione sabato 3, ore 18.30.

La mostra, organizzata dagli Amici della Pittura Siciliana dell'Ottocento,– è costituita dalle opere “pittoriche” più rappresentative realizzate da Giovanni Leto (Monreale, 1946) dal 1985 ad oggi: dai quadri su tela alle opere su carta, dagli interventi scultorei con pagine di giornali ai libri d'artista.

Su tutte svetta “Spazio (Orizzonti) 2016” installazione inedita e realizzata site-specific per questa personale alle Fabbriche Chiaramontane. La compongono volumi di carta stampata trasformati in corde che si dipanano nello spazio fisico dall'alto: un dialogo tra il concetto di monumento e quello di disegno astratto, tra la diffusione della conoscenza oltre i confini nazionali - permessa dall'invenzione di Gutenberg dei caratteri mobili - e la sua attuale dispersione - per mezzo dei touch screen e dei codici elettronici – nell'etere.

Un progetto che, come spiega il curatore “trasforma in una chiave di lettura stimolante la particolare attitudine dell'artista di indagare le potenzialità della pittura e dell'immagine del paesaggio a non essere solo spazio illusorio ma di farsi presenza fisica e viceversa”.

“La mostra – scrive Bruni nel catalogo - è un’occasione unica per osservare come la ricerca di Giovanni Leto in questi ultimi trentuno anni (da quando nel 1985 ha inglobato l'uso semantico e materico della carta dei “quotidiani” nel “fare” della pittura) si è sviluppata con coerenza, pur proponendo sempre soluzioni concettuali e formali inedite.

Ri-percorrere oggi la sua ricerca, dal mondo smaterializzato dei social network e del presente espanso, conduce inevitabilmente lo spettatore a confrontarsi su come il concetto di new media e di comunità siano mutati rispetto alle premesse del Novecento e di conseguenza su come lo siano anche il ruolo del politico, di audience, oltre che quello della memoria collettiva e del concetto di storia”.

Il catalogo ragionato, pubblicato dall’Edizione Amici della Pittura Siciliana dell'Ottocento, permette di indagare da punti di vista differenti il lungo percorso introspettivo che Leto ha intrapreso tra il mezzo della pittura (il colore) e il medium della comunicazione di massa (la carta stampata).

Al suo interno, oltre al saggio del curatore, è riunita una selezione di scritti storici: Filiberto Menna (1989), Vittoria Coen (1990), Enrico Crispolti (2003) e Davide Lacagnina (2004).

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