IL CASO

Agrigento, donna grave ma non è meningite batterica

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AGRIGENTO.  Non è stata la meningite batterica a colpire una donna cinquantenne di Villaseta trasportata quattro giorni con un' ambulanza del 118 al pronto soccorso del San Giovanni di Dio di Agrigento dove i medici, sospettando un caso meningite batterica, hanno attivato la procedura sanitaria d' urgenza disponendo il trasferimento al reparto di malattie infettive dell' ospedale Sant' Elia di Caltanissetta.

Tutti gli operatori sanitari venuti a contatto con la donna agrigentina erano stati già sottoposti ad adeguata profilassi preventiva.
Infatti, dato che la profilassi dei contatti risulta efficace solo se effettuata in tempi rapidi, in presenza di un caso sospetto, come prevede il protocollo sanitario, sono state adottate le modalità di profilassi previste per la meningite da meningococco. Poi, fortunatamente, il prelievo del midollo cerebrospinale effettuato all' ospedale nisseno ha escluso che la donna - secondo quanto si apprende dai medici - sia stata colpita dalla meningite batterica, che è quella altamente infettiva. Si tratta d una malattia acuta quasi sempre ad esordio improvviso, caratterizzata da febbre, cefalea inten sa, rigidità nucale, nausea, vomito, che può essere causata principalmente da tre diversi germi: meningococco (o Neisseria Meningitidis), pneumococco (o Streptococcus Pneumoniae) Haemophilus Influenzae tipo B (HIB).

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