Ad Agrigento gli acquerelli del mussomelese De Marco

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Albergo Gellia, 2016, 38x55 acquarello su carta di cotone
Albergo Gellia, 2016, 38x55 acquarello su carta di cotone

AGRIGENTO. Un omaggio ad Agrigento che nel suo immaginario diventa Girgenti, luogo di un passato prossimo appena trascorso del quale si ricorda la bellezza, da cui trarre sensazioni. Nascono per strada, gli acquerelli di Simone De Marco, classe ’84, protagonista della nuova mostra alla FAM Gallery (via Atenea) di Agrigento che decide di scommettere su un giovane artista che rende un tributo alla Sicilia. Una trentina di lavori raffinati, concepiti proprio per “Around Girgenti”, la mostra che si inaugura il prossimo sabato (30 luglio) alle 19 e resterà esposta fino al 28 agosto.

De Marco mostra un tratto immediato, la sua maggiore qualità è di certo la spontaneità, la mancanza di costruzione che lo allontana dalla grande tradizione dei paesaggisti, sposando invece la lezione del noto acquarellista Alvaro Castagnet, di cui è allievo. Dai lavori di De Marco si coglie l'impressione di una bellezza che resiste alle insidie del presente urbano e caotico. Acquarelli en plein air che ritraggono luoghi cari alla memoria, suggestioni antiche, angoli della Agrigento medievale, piazze, viuzze, il mare, cui De Marco tenta di restituire l’originaria bellezza.

Le scelte cromatiche, le disposizioni dei piani, delle forme, la pennellata a volte definita a volte sfumata, conducono ad un linguaggio che trascrive dal vero emozioni e intuizioni mai prevedibili che l’artista confina in un’affascinante sintesi. La forza sta nei particolari, la bellezza nello scorcio: un riflesso sull’acqua, la forza baluginante del tufo di un tempio, la percezione caotica di una via brulicante, perfino uno scarto di frana del Rabato. Secondo Paolo Minacori, curatore di Fam Gallery, “Simone De Marco non compie un viaggio nostalgico tra i ricordi della vecchia Girgenti, piuttosto declina un monito: la bellezza non è perduta, va disvelata attraverso la sua riscoperta, lui la compie lavorando sull’essenziale, giocando sulle forme, agendo sulla sottrazione del ridondante”. Tra storia e modernità. “Rinnovando tradizioni letterarie e repertori iconografici consolidati nel tempo, l’intensità lirica delle vedute iridescenti e gentili di De Marco restituisce allo sguardo, paesaggi cari – scrive Cristina Costanzo nella presentazione in catalogo - marine dove il tempo sembra essersi fermato: la splendente Scala dei Turchi o la più intimista Torre di Carlo V; scorci urbani quotidianamente vissuti come il quartiere Rabato, via Atenea, viale della Vittoria, la Stazione, in cui la figura umana è depositaria di un muto dialogo con lo scenario di cui è parte inscindibile”.

Simone De Marco è nato a Mussomeli (Cl) il 21 marzo del 1984. Fin da piccolo ha mostrato interesse verso l’arte, passione trasmessa dal nonno e dal padre. La sua predilezione per l’acquerello nasce sei anni fa. Dopo i primi due anni di sperimentazione da autodidatta decide di frequentare un workshop di Alvaro Castagnet, considerato tra i migliori acquerellisti al mondo. E’ lui a spingere il giovane Simone a sconfinare dal metodo dei puristi, spronandolo nell’osare avvicinarsi alla realtà in maniera più forte, quasi con selvaggia spontaneità. Tornato in Sicilia, De Marco continua la sua esperienza, partecipa a molte estemporanee e ottiene più di venti premi in giro per l’Isola. Tra collettive e personali, ha esposto all’auditorium San Gerlando a Porto Empedocle, al circolo dei nobili di Caltanissetta, allo spazio espositivo Sant’Antonino a Casteltermini, alla Galleria delle Vittorie, alla Galleria d’arte moderna di Mussomeli. Predilige la pittura en plein air, passione che lo ha portato spesso a viaggiare per dipingere, le sue mete preferite sono Londra e Amsterdam. Vive e lavora tra Agrigento, Casteltermini e Palermo dove si sta per laureare in Scienze Biologiche.

Le opere di Simone De Marco sono prodotte su carta in cotone 100% grain torchon Arches o Canson da 300 gr., con colori Winsor & Newton, Holbein e Daniel Smith (acquarello in tubetto). I colori sono tutti composti da pigmenti naturali, miscelati con glicerina e gomma arabica. Tutte le opere sono stare realizzate nel 2016, misurano cm 38 x 55.

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