ABUSIVISMO

Demolizioni a Licata, minacce e fiamme alla casa del sindaco. Alfano: "Vai avanti"

LICATA.  Gli hanno rotto il naso con un pugno dentro al municipio per la sua battaglia contro gli ambulanti abusivi, lo hanno aggredito più volte verbalmente, gli hanno dato del «demolitore» e ieri sera, all'indomani della sua apparizione in Rai a 'L'Arena', gli hanno incendiato la casa di campagna, intestata al padre, mentre a Licata da un mese e mezzo le ruspe abbattono, con un ritmo di una ogni due giorni, ville al mare, case e ruderi abusivi tra le proteste degli ex proprietari che si sono riuniti in comitato e hanno persino fatto ricorso al Tar, perdendolo.

Di fronte al rogo dell'abitazione di famiglia, però Angelo Cambiano, sindaco a Licata da appena nove mesi, ha chiesto alla politica quel sostegno mai ricevuto finora, mentre si è sempre trovato a fianco la prefettura di Agrigento e le forze dell'ordine. E la risposta è stata immediata. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, si è precipitato a Licata, per rassicurare il sindaco sulla vicinanza dello Stato e incitarlo: «Vai avanti». Come primo atto ha annunciato la scorta e la vigilanza dei luoghi della vita del sindaco «perchè la scelta di amministrare una città non significa fare la scelta dell'eroismo».

Cambiano, del resto, prima dell'arrivo del ministro era stato chiaro: «Farò una riflessione, non voglio essere un eroe, se servire i propri territori significa rischiare la vita giornalmente, non ci sto». Perchè «non ho chiuso occhio dopo l'incendio della casa», «serve un aiuto concreto, il problema dell'abusivismo edilizio riguarda tutta la nazione, non certamente soltanto Licata». «Io ho scelto di fare il sindaco per servire la mia città, non certamente per trovare lavoro, sono un insegnante in aspettativa», il suo sfogo, prima di dichiarare che la migliore risposta a quanto accaduto è «andare avanti». Alfano ha usato parole altrettanto nette: «Tutti dobbiamo pronunziare parole chiare e anche la politica locale lo deve fare». E ha indicato la strada ai 40 sindaci che con la fascia tricolore si sono radunati nel municipio di Licata per solidarizzare con il collega: «Dovete dare un segno concreto di solidarietà e l'unica cosa da fare è iniziare i procedimenti di demolizione degli abusi edili nei vostri rispettivi paesi». Per sostenere i comuni, il ministro ritiene necessario «studiare tutti i modi perchè siano dotati delle risorse finanziarie per potere procedere». «È finito il tempo della politica che coccolava gli abusivi per avere qualche migliaio di voti, oggi è il tempo della politica e delle istituzioni che fanno rispettare le leggi: proprio mentre noi siamo qui, un'altra casa abusiva viene abbattuta», ha incalzato Alfano. Decine gli attestati di solidarietà giunti da ogni parte della politica al sindaco di Licata. Ma per il presidente e il segretario generale dell'Anci, Piero Fassino e Veronica Nicotra, «sarebbe bene che i riflettori si accendano non solo quando avvengono gesti gravi da contrastare e reprimere individuando i responsabili, ma soprattutto sugli atti concreti e positivi dei nostri sindaci».  Sull'incendio della casa sta indagando la Procura di Agrigento, che ha aperto una inchiesta. Il rogo ha distrutto una stanza della villetta, tutta su un'unica elevazione a pianterreno. Secondo una prima ricostruzione, qualcuno si è introdotto nell'abitazione forzando una finestra e ha cosparso gli interni di liquido infiammabile, dando fuoco.

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