NELL'AGRIGENTINO

Siriani ritrovano il cadavere del figlio dopo 2 anni, era sepolto a Ribera

RIBERA.  Avevano perso, fra i flutti del mare agitato, nel naufragio del 2 agosto del 2014 a 50 miglia circa dalla Libia, quattro figli. Lo scorso 7 marzo, durante la trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", la coppia siriana lanciò un appello e mostrò la foto di uno dei bambini, l'unica immagine rimasta in loro possesso. Un volto, quello ritratto nella foto e mostrata durante la trasmissione, che un agente della polizia Scientifica della Questura di Agrigento riconobbe.

Quel poliziotto aveva infatti assistito all'autopsia effettuata il 9 agosto del 2014. Ed ora la coppia di siriani, su invito della divisione Anticrimine della Questura di Agrigento, ha riconosciuto in foto il cadavere di Mohammed che si trova tumulato nel cimitero di Ribera. Oltre a lui, i migranti siriani hanno perso altri tre figli: Omar, Esrà, Rama, che risultano ancora oggi dispersi. La coppia ha raccontato alla polizia che, a causa della guerra in corso, era scappata dalla Siria nel giugno del 2011 per giungere in Egitto, paese nel quale rimase pochi giorni.

Poi la famiglia si trasferì in Libia dove restò quasi 3 anni. Nell'estate del 2014, una notte, i migranti furono imbarcati, assieme ad altri profughi, su un peschereccio che si trovava in una spiaggia isolata di Zawara. Nel naufragio anche i genitori siriani finirono in acqua. La mamma per un po' tenne aggrappati a sè due dei quattro figli. Ma il tentativo di salvarli risultò invano.

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