IL CASO

Licata, il prefetto al sindaco aggredito: «Lo Stato ti è vicino»

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Il rappresentante del Governo ha raggiunto l’abitazione di Cambiano per esprimergli solidarietà

LICATA. Sono le 10 in punto quando il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, varca la soglia di ingresso dell’abitazione di Angelo Cambiano, sindaco di Licata che mercoledì era stato aggredito nel suo ufficio e colpito al volto con una testata da Alessandro Incorvaia, licatese di 40 anni, immobilizzato ed arrestato dai carabinieri.

Insieme al prefetto ci sono il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ed i vertici provinciali e locali dei carabinieri e della guardia di finanza. Il rappresentante del governo, e gli esponenti delle forze dell’ordine, rimangono con il sindaco, che in ospedale è stato refertato con 20 giorni di prognosi e perciò è convalescente, all’incirca per 40 minuti. Poi, una volta finito l’incontro, uscendo dall’abitazione del sindaco il prefetto parla, brevemente, con i giornalisti.

«Quanto accaduto – sono le parole di Nicola Diomede – rappresenta un fatto tristissimo dal punto di vista umano. La visita ha il sapore del privato, ma abbiamo portato al sindaco di Licata la solidarietà e l’invito ad andare avanti».

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