NELL'AGRIGENTINO

Siculiana Marina, una carcassa di squalo sulla spiaggia

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SICULIANA MARINA. Evento raro a Siculiana Marina, dove una semplice passeggiata sul lungomare ha riservato ad alcuni passanti una sorpresa: la carcassa di uno Squalo capobianco si è spiaggiata in superficie. Immediata la folla attorno all'animale: “Si tratta di una specie che vive in profondità – spiega Girolamo Culmone, direttore della Riserva Naturale Wwf Torre Salsa – E' raro trovarlo in superficie. Sul corpo non presentava né ferite né evidenti segni di cattura accidentale. Non abbiamo elementi, quindi, per risalire alla dinamica dei fatti”. La carcassa, lunga circa 4 metri, è stata già smaltita dal Comune.

“È abbastanza difficile immaginare come uno squalo, arrivato a carcassa decomposta, possa essersi spiaggiato – dichiara Franco Andaloro, delegato Wwf Sicilia - La cosa che abbiamo pensato è che possa essere stato oggetto di pesca legale o illegale. Non ci sono evidenze, però, per capirlo. Purtroppo, gli squali sono percepiti nell’immaginario collettivo come il pericolo.

Si tratta di un animale di vertice nella catena alimentare, e oggi è diventata una specie fragile proprio a causa della sua capacità di essere al centro del sistema. Per esempio, ha sviluppato una riproduzione diversa rispetto ai pesci ossei, cioè una strategia che prevede pochi figli destinati a sopravvivere. Tuttavia, nell’ultimo secolo, sul mare si è verificata una forte pressione antropica che minaccia la sua esistenza. Basti pensare che, oggi, gli squali rappresentano il gruppo animale più in pericolo in tutti i mari del mondo”. Varie, così, le cause che avrebbero potuto portare lo Squalo capobianco a spiaggiarsi a Siculiana Marina.

“Gli squali – prosegue Andaloro – sono spesso oggetto di finning, una pratica che prevede la cattura dell'animale per sottrargli le pinne, che hanno un forte valore economico nei mercati orientali. Ciò, però, avviene con molta minore intensità nel Mediterraneo. Altri grossi problemi che minacciano la sopravvivenza dello squalo sono quelli legati alla pesca con i palangari per gli squali di superficie, e alla pesca a striscio per gli esemplari di profondità”. Al momento, sono tre, in totale le specie protette: lo squalo elefante, di grosse dimensioni ma molto costiero, lo squalo bianco, anche lui molto fragile, e la manta. “A livello internazionale – conclude il delegato Wwf Sicilia - c'è la proposta di allargare a 15 il numero di specie da proteggere. Anche a livello comunitario, lo squalo rappresenta una specie fragile, tanto è vero che si parla di riduzione o abbattimento della cattura accessoria dell'animale con la pesca a strascico”.

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