CUPA

Agrigento, per l'università sono giorni decisivi

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AGRIGENTO. Si avvicina il giorno della verità per il futuro del Cupa. Il primo febbraio, infatti, il presidente Maria Immordino riunisce l’assemblea dei soci per decidere se chiudere o andare avanti. Nodo principale da sciogliere è il piano finanziario per la gestione che ammonta a circa 2 milioni e mezzo di euro da farsi finanziare dalla Regione e dagli altri enti pubblici soci. E mentre si attende che l’Ars approvi la finanziaria, inserendo il contributo da 800 mila euro da destinare all’ex Provincia per il rientro nel Consorzio universitario, gli studenti si dicono preoccupati per il futuro. “Il rischio chiusura del Polo universitario non è il solito allarmismo di fine gennaio, perché ormai il Cupa sembra essere al capolinea - scrive in una nota lo studente universitario Pietro Di Noto che torna ad occuparsi del caso “università” dopo aver inviato, lo scorso anno, una lettera al capo dello Stato, Sergio Mattarella.

«Stavolta non si tratta affatto dei soliti allarmismi, perché il rischio esiste e anzi non è mai stato così elevato, a causa del concorso di più fattori: da un lato la totale indisponibilità dell’università degli studi di Palermo a concedere qualsiasi forma di agevolazione alla sede decentrata di Agrigento, e questo nonostante il rettore Micari, in occasione della sua visita istituzionale al polo, avesse sottolineato come le stesse sedi decentrate costituissero “un’opportunità e non un problema”. Dall’altro lato, il governo regionale che tarda ancora a prendere una chiara e netta posizione su questo annoso problema, provocando il recesso dell’ex Provincia. Al fine di scongiurare questo pericolo, è certamente necessaria la massima collaborazione di tutta la deputazione regionale, sia da parte di chi si era impegnato a risollevare le sorti del polo. E’ altresì necessario, un immediato intervento, sia da parte del governo regionale, sia da parte del governo nazionale, perché “fare buona scuola”, significa anche e soprattutto permettere ai giovani di formarsi e di crearsi un futuro».

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