IL CASO

Cattedrale di Agrigento, persi i fondi statali per salvaguardarla

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A salvare il pendio potrà però essere la quota di compartecipazione regionale, per cui verranno usati fondi comunitari

AGRIGENTO. Una "battaglia" è persa. Ma non è certo che si perda l'intera "guerra". I fondi del provvedimento "Patto per il Sud", indirizzati ad effettuare interventi di messa in sicurezza dal punto di visto idrogeologico, non saranno spesi sul costone della Cattedrale di San Gerlando. A salvare il pendio potrà però essere la quota di compartecipazione regionale, per cui verranno usati fondi comunitari.

Sul costone, dove sorge la cattedrale di Agrigento, sono stati riscontrati, e da tempo ormai,"tanti e diversi movimenti franosi che interessano il versante Settentrionale", "frane, ribaltamenti e scorrimenti che sarebbero causati dall'alto grado di fratturazione dei banconi calcarenitici e delle sabbie grossolane cementate".

«L'ultima delibera di giunta contro il rischio idrogeologico in Sicilia approvata rappresenta il 50 per cento del piano nazionale - ha spiegato ieri l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente Maurizio Croce - . È la dotazione che lo Stato mette a disposizione, ma a questi fondi devono aggiungersi quelli della compartecipazione regionale che sono fondi comunitari. Una parte sarà dunque statale e una parte regionale. La Cattedrale di Agrigento rappresenta una priorità del presidente Rosario Crocetta e di tutta la giunta regionale. Gli interventi necessari verranno dunque inseriti nella parte della compartecipazione regionale».

 

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