LEGA PRO

Calcio, per l'Akragas un 2015 indimenticabile

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AGRIGENTO. Il 2015 si chiude con tanti punti interrogativi sul futuro ma va in archivio come un anno storico: la formazione agrigentina dopo 30 anni esatti conquista la terza serie calcistica. Dodici mesi di gioie, dolori e attese. Fra alti e bassi con una data destinata a restare per sempre negli annali del calcio agrigentino: 26 aprile.

Gennaio
L'Akragas di Feola inizia male l'anno solare. Apre il 2015 con un pareggio strappato in extremis (2-2, doppietta di Chiavaro) ma il Torrecuso fa anche peggio e perde 3-2 a Roccella: l'Akragas è campione di inverno solitaria. Ancora in casa l'11 gennaio: dal 2-0 al 2-2 contro l'Agropoli di Rigoli che rimonta le reti di Catania e Savanarola. L'Akragas perde la vetta. È il momento più difficile della gestione di Feola: la sua squadra non va oltre lo 0-0 in casa della Nuova Gioiese. In classifica, però, non cambia nulla. Torna il sole all'Esseneto il 25 gennaio. Poker alla Leonfortese con reti di Meloni, Savanarola, Arena e Longoni.

Febbraio
Il mese della risalita. Quattro vittorie (5-1 a Montalto, 2-1 in casa del Due Torri, tre a uno interno col Noto e uno a zero a Battipaglia) valgono la vetta della classifica. La volata verso la Lega Pro inizia ad avere una certa protagonista.

Marzo
Ultime curve prima del traguardo: 4-0 al Sorrento (Dezai, Savanarola, Meloni e Catania; si allunga a 7 il distacco). Mezzo passo falso a Roccella il 15 marzo (1-1, rete di Meloni) ma si torna a vincere in casa contro il Neapolis (2-1, reti di Catania e Chiavaro). Sette giorni dopo buon pari (3-3 con reti di Meloni, De Rossi e Maraucci) in casa della Frattese.

Aprile
Il mese che segnerà la storia. Il Torrecuso, sconfitto in casa dal Due Torri, ha mollato e addirittura neppure si presenta per il big match del giovedì santo allo stadio Esseneto. Le avversarie diventano Agropoli e Rende, seconde a sette punti, che però perdono subito ogni velleità. Il deludente pareggio (1-1 con rete di Tiscione) in casa della Tiger Brolo è indolore. L'8-1 casalingo rifilato all'Orlandina non basta per la matematica perché i punti di distacco dal Rende (2-2 con l'Agropoli) erano 9. Sette giorni dopo, il 26 aprile, a Roccella Ionica basta un pareggio per uno a uno contro l'Hinterreggio per festeggiare la promozione in Lega Pro.

Maggio
L'Akragas ci prende gusto a vincere e arriva a sfiorare lo scudetto di serie D arrendendosi solo ai calci di rigore della finale contro la Robur Siena.

Giugno
Il tanto atteso rimpasto societario si concretizza con la cessione del pacchetto di maggioranza (54 per cento) all'imprenditore licatese di origine, ma trapiantato in Bulgaria, Marcello Giavarini. L'affare viene mediato dal procuratore calcistico Peppino Tirri che resta in società con la carica di amministratore delegato.

Luglio
La società punta sull'ex giocatore di Catania e Juve, Nicola Legrottaglie, per guidare la squadra dalla panchina. Il nome incanta la piazza.

Agosto
La squadra parte in ritiro e la rosa inizia a prendere forma con giocatori di grande richiamo, su tutti Ciro Capuano e Sergio Almiron.

Settembre
L'Akragas debutta in Lega Pro con una sconfitta all'ultimo minuto a Matera. La squadra, comunque, convince e porta a casa altri quattro punti.

Ottobre
L'11 ottobre, completati i lavori di adeguamento (ad eccezione dell'impianto di illuminazione), la squadra debutta all'Esseneto e conclude il suo esilio a Trapani. Ma la gara contro la Fidelis Andria, in realtà, apre la striscia di una serie negativa senza precedenti nella storia con sei sconfitte consecutive in campionato. A poco consolano le vittorie di Coppa contro Catania e Catanzaro.

Novembre
È il mese dell'impresa sfiorata al Massimino (uno a uno) ma la squadra, azzoppata anche da diversi infortuni, non sa più vincere.

Dicembre
La sconfitta casalinga contro il Melfi chiude una serie terribile di nove partite senza vittorie con tre soli punti all'attivo. La società conferma Legrottaglie. Alla vigilia di Natale arriva l'attacco di Giavarini ai soci di minoranza. L'ultimatum del 29 dicembre non smuove nulla. Dopo il ritiro di Almiron (diventato dirigente) lasciano Savanarola e Sabatino. (*GECA*)

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