ASTROLOGIA

Luna del solstizio "architetto" nella valle dei Templi

AGRIGENTO. La Luna piena che illumina le notti più corte dell'anno è stata il vero 'architettò che ha determinato l'orientamento del tempio di Persefone e Demetra nella Valle dei Templi di Agrigento. A dirlo è uno studio condotto dall'archeoastronomo Giulio Magli del Politecnico di Milano in collaborazione con Andrea Orlando dell'Osservatorio Astrofisico di Catania e Robert Hannah dell'Universita di Waikato, in Nuova Zelanda.

La ricerca, pubblicata sul sito arXiv della Cornell University, è il frutto di uno studio multidisciplinare che ha incrociato le testimonianze archeologiche con la ricostruzione virtuale del cielo nell'antichità, i dati topografici digitali e i rilievi sul campo fatti in collaborazione con l'Ente Parco Valle dei Templi.  I risultati dimostrano che il tempio di Persefone e Demetra venne costruito rivolto al tramonto della Luna piena più vicina al solstizio d'inverno.

Un elemento insolito, visto che gli altri templi greci guardavano il sorgere del sole, oppure erano orientati secondo la morfologia del terreno o la griglia della città. Questo particolare allineamento con la Luna (che si ripresenta ciclicamente ogni 18 anni e sarà visibile anche nel 2023) potrebbe essere dovuto ai riti religiosi che celebravano la riunione di Demetra con la figlia Persefone, rapita da Ade, dio dell'oltretomba che la portò negli Inferi per sposarla.

Si ipotizza infatti che questi riti prevedessero una processione notturna che partiva dalla fontana santuario vicina al tempio, per poi salire al tempio stesso, attraversare il corridoio tra il suo lato nord e la collina e infine terminare in un vasto piazzale retrostante il tempio da dove si assisteva al tramonto della luna piena sulla collina dell'acropoli. Questi «risultati veramente inaspettati - commenta Magli - potrebbero aprire nuove prospettive nella comprensione di culti antichissimi, se solo si pensa che la fonte del tempio di Demetra risale almeno al VI secolo a.C. e quindi agli inizi, se non prima, rispetto alla colonizzazione greca della Sicilia».

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