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Tangenti a Lampedusa, ultime arringhe prima del verdetto

LAMPEDUSA. «I giudici di primo grado condannano l’ex sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis sulla base del presupposto che gli imprenditori che lo accusano sono credibili, ma si tratta di un dato illogico». Dopo la requisitoria del sostituto pg Luigi Patronaggio, che aveva chiesto una pena superiore, ieri è toccato alla difesa esporre in aula la propria arringa. L’avvocato Silvio Miceli ha chiesto l’assoluzione di De Rubeis, accusato di avere intascato tangenti da tre imprenditori. In primo grado i giudici gli hanno inflitto 5 anni e 3 mesi di reclusione assolvendolo da una accusa di concussione e da svariate ipotesi di abuso di ufficio.

In appello il pg ha chiesto la condanna a 6 anni e 6 mesi perché lo ritiene colpevole anche di avere chiesto una tangente all’imprenditore Pasquale De Francisci che sarebbe stato costretto a pagare 10 mila euro in cambio di una licenza per un villaggio turistico. De Rubeis era stato riconosciuto colpevole di avere ricevuto una tangente dagli imprenditori Massimo Campione e Sergio Vella che dovevano riscuotere dei crediti maturati con le loro ditte. Le accuse di concussione, risalenti agli anni 2008 e 2009, già in primo grado erano state riqualificate: corruzione per Vella (la tangente di 7mila euro sarebbe stata concordata e non imposta), “induzione a dare utilità” per Campione che avrebbe pagato 50 mila euro. «Se si presentano come vittime e il processo accerta che non sono tali – ha aggiunto l’avvocato Miceli – come si fa a dire che sono attendibili?».

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