IL CASO

Fiume inquinato a Ribera, sequestrato un oleificio

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RIBERA. I silos, "complici" alcuni fori, avrebbero lasciato tracimare l'acqua di vegetazione che finiva in un limitrofo vallone. E dal fossato l'acqua sarebbe confluita nel fiume Magazzolo. L'associazione ambientalista MareAmico aveva già notato e segnalato una colorazione nero-violacea in alcuni tratti del fiume. Scattata l'operazione per la tutela ambientale, da parte della polizia provinciale di Agrigento che è coordinata dal comandante Enzo Giglio e dal vice Salvatore Lombardo, sono stati posti sotto sequestro giudiziario sia i silos che l'area circostante dove erano stoccate le acque di vegetazione provenienti dal ciclo produttivo di un oleificio di Ribera. Il controllo è stato effettuato, nella giornata di venerdì, con i tecnici dell'Arpa. Una notizia di reato, per violazioni alle leggi in materia di tutela ambientale, è stata poco dopo formalizzata alla Procura della Repubblica di Sciacca.

"Tali silos, in pessime condizioni, tracimavano da alcuni fori presenti su di essi acqua di vegetazione - ricostruisce la polizia provinciale di Agrigento - . Tale attività si è resa possibile dopo attento e capillare monitoraggio effettuato nei giorni precedenti lungo il tracciato del fiume Magazzolo. Notato che le acque di un piccolo vallone limitrofo all'impianto presentavano il tipico colore scuro delle acque di vegetazione ossidate, è stata focalizzata l'attenzione su un frantoio. E' stato notato anche - prosegue la nota della polizia provinciale - che dove il vallone confluiva con il fiume Magazzolo le acque a monte risultavano chiare e pulite mentre a valle risultavano inquinate". L’operazione di polizia ambientale, che ha permesso nei giorni scorsi di setacciare e controllare tutti gli oleifici presenti nell'area Riberese, nasce da un controllo finalizzato ad accertare l’eventuale illegale sversamento delle acque di vegetazione nel fiume Magazzolo. Un inquinamento che provoca la sottrazione di ossigeno alle acque fluviali e poi marine, con conseguenti problemi all’habitat. L’attività è stata posta in essere, ricostruisce la stessa polizia provinciale, grazie alla segnalazione dell’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento ed ha visto anche la presenza casuale della troupe della trasmissione televisiva di Italia 1 "Le Iene" con il suo inviato Giulio Golia.

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