SQUADRA MOBILE

Omicidio di Angelo Truisi a Licata, tre arresti

I tre sono accusati di avere assassinato Truisi con un fucile calibro 12, dopo averlo sottoposto a un pestaggio, nell'ambito di un regolamento di conti legato a un traffico di cocaina

LICATA. Tre persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Agrigento nell'ambito delle indagini sull'uccisione di Angelo Truisi, un giovane scomparso il 2 gennaio scorso il cui cadavere venne ritrovato venti giorni dopo in una villa abbandonata nelle campagne di Licata.

I provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Gip di Agrigento Francesco Provenzano su richiesta del pm Carlo Cinque, riguardano Diego Catania, di 22 anni, Angelo Cannizzaro, di 20, e Salvatore Gueli, di 40. I tre sono accusati di avere assassinato Truisi con un fucile calibro 12, dopo averlo sottoposto a un pestaggio, nell'ambito di un regolamento di conti legato a un traffico di cocaina. Il corpo del giovane fu poi bruciato per ostacolare le indagini.

Ad aggravare la posizione dei tre anche il fatto che la "vittima sarebbe stata portata in un luogo isolato per ucciderla e poi, con sostanza infiammabile, avrebbero cercato di distruggere il cadavere ed occultare le tracce". Il corpo di Angelo Truisi è stato ritrovato all'esterno di un villino diroccato di contrada Nicolizia a Licata. Ai tre viene contestata anche l'ipotesi di reato di detenzione illegale di fucile calibro 12. Gli agenti, nell'indagare sull'omicidio, hanno accertato anche casi si spaccio di cocaina.

Ucciso per un debito tra i due e i tre mila euro: sarebbe questo il movente, secondo la polizia e la Procura, che ha scatenato l'omicidio di Angelo Truisi. Uno dei tre arrestati, Salvatore Gueli, è stato fermato, stanotte, dallo Sco a Colonia, in Germania. Secondo quanto è stato ricostruito in una conferenza stampa, nel palazzo di giustizia di Agrigento, lo scorso 24 gennaio, tre giorni dopo il rinvenimento del cadavere di Angelo Truisi, Gueli "sentendosi braccato - hanno spiegato i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e la Procura - s'è trasferito a Colonia da alcuni parenti, sottraendosi di fatto anche all'interrogatorio".

Diego Catania, 22 anni, invece, hanno ricostruito gli investigatori, era stato indagato fin dall'inizio. Gli erano state anche sequestrate due macchine per sottoporle a vari esami. Accertamenti che, però, non avrebbero permesso di scoprire tracce particolari. "Licata - hanno detto il procuratore capo Renato Di Natale e l'aggiunto Ignazio Fonzo - è una terra il cui ambiente è particolarmente degradato. Lo dimostrano i continui, efferati, omicidi".

Le indagini sono state svolte in maniera tradizionale, senza alcuna intercettazione. Diego Catania ed Angelo Cannizzaro, 20 anni, sono stati interrogati più volte dalla polizia. E "ogni volta - hanno spiegato durante la conferenza stampa - hanno fornito una versione diversa o comunque forti sono state le contraddizioni".

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