IL CASO

Ribera, proteste per l'orfanotrofio chiuso

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RIBERA. Sgradita e ”amara” sorpresa, come l’ha definita il parroco dell’Immacolata padre Antonio Nuara, per l’anziano sacerdote Gerlando Lentini, che domenica mattina, recatosi come fa da moltissimi anni a questa parte nella chiesa di San Giuseppe, annessa all’Orfanotrofio «San Giuseppe» retto dalle suore del «Boccone del Povero»: ha trovato, e con lui alcuni fedeli che sono soliti partecipare alla messa nella suggestiva chiesa di corso Regina Margherita, la porta sbarrata, dal momento che le suore che gestiscono l’istituto religioso erano andate via. Si è così aperto un nuovo capitolo alla vicenda che si trascina da mesi e che vede da un lato la Madre generale della Congregazione religiosa, che è stata a rischio di chiusura per carenza di vocazioni, e il locale Comitato per i festeggiamenti di san Giuseppe.

La Madre generale ha mostrato la volontà di cedere i locali a privati per la realizzazione, è stato detto in questi giorni, di un centro anziani e di un asilo nido privato; questa volontà è stata contrastata fortemente dal Comitato dei festeggiamenti di san Giuseppe che ha sostenuto che l’immobile è stato realizzato su terreno donato dal Comune e che non si può utilizzare per finalità diverse rispetto a quelle della donazione avuta dal Comune proprietario del terreno e della relativa costruzione dell’orfanotrofio voluto fortemente dagli emigrati riberesi che vivono all’estero che hanno offerto cospicue somme per realizzarlo. La querelle si è trascinata per mesi e nel luglio scorso c’è stato anche un incontro a Palermo con la presenza tra gli altri del sindaco di Ribera.

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