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Dirty soccer, è il giorno della verità per l’Akragas

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A Roma si apre il dibattimento dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex Astarita che in questa fase è accusato di due omesse denunce e una violazione

AGRIGENTO. Vittorio Veneto Hotel di Roma, ore 15,30: arriva il giorno del giudizio per l’Akragas. In realtà il dibattimento che si aprirà oggi pomeriggio nell’ambito dell’inchiesta «Dirty Soccer», nella quale è stato coinvolto l’ex biancoazzurro Salvatore Astarita, sarà limitato a parte delle accuse. Il difensore campano in questa fase risponde solo di due omesse denunce e una violazione del divieto di scommesse. I presunti illeciti sportivi, fra cui quello confessato inavvertitamente al telefono per favorire la Neapolis facendosi espellere volontariamente, saranno esaminati in seguito.

La mano decisamente leggera usata dal procuratore federale Stefano Palazzi nei confronti del Catania ha ulteriormente alleggerito le preoccupazioni della dirigenza. L’Akragas, anche se Astarita ha fatto tutto da solo e avrebbe persino danneggiato il suo club facendosi espellere volontariamente, risponde per responsabilità oggettiva per le violazioni commesse dal giocatore che all’epoca era un suo tesserato. In questa fase la pena da infliggere non può andare oltre la semplice ammenda. In futuro, quando ci sarà da difendersi sui presunti illeciti sportivi, vale a dire le partite truccate, il rischio è quello di subire una penalizzazione in classifica. Il club agrigentino sarà rappresentato dall’avvocato Matteo Sperduti che nei giorni scorsi ha elaborato la strategia difensiva insieme al legale del club Enzo Caponnetto.

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