DOPO L'ULTIMATUM

Abusi nella Valle, il Parco: «No comment»

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Se non si procederà alle demolizioni in zona A anche Comune e Sovrintendenza rischiano una denuncia per omissione di atti di ufficio

AGRIGENTO. "Non rilascio nessuna dichiarazione in proposito. È un’opportunità per fare chiarezza? Grazie ma non dico nulla". L’architetto Giuseppe Parello, direttore del Parco Archeologico, si trincera dietro il “no comment”. L’ultimatum del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, che ha avvisato Comune, Sovrintendenza e Parco che in caso di ulteriori ritardi nell’abbattimento degli immobili abusivi della Valle dei Templi rischieranno una denuncia per abuso di ufficio e omissione di atti di ufficio, rilancia un tema che ha radici storiche nella politica agrigentina.

L’ex sindaco Calogero Sodano, in carica dal 1993 al 2001, primo amministratore eletto dai cittadini, fu condannato a un anno e otto mesi di reclusione per l’accusa di abuso di ufficio perché non avrebbe contrastato la costruzione di immobili senza licenza nella Valle dei Templi in cambio di sostegno elettorale. La legge prevede che l’immobile costruito abusivamente vada demolito al termine del procedimento giudiziario che sancisce l’abuso e ordina l’abbattimento. Il Comune (nel caso degli immobili in zona A la competenza si estende a Parco e Soprintendenza) deve prima intimare al privato di abbattere ed eventualmente, in caso di inadempienza, sostituirsi e poi andargli a chiedere il conto.

 

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