AMMINISTRATIVE

Agrigento, Salvini strappa gli applausi di Porta di Ponte

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AGRIGENTO. Atteso per le 19, ma del leader leghista Matteo Salvini fino alle 20 non c’era traccia. Per problemi di volo aveva dovuto annullare la tappa di Catania. Ieri pomeriggio era atteso anche a Gela, e, dopo Agrigento, a Marsala. È arrivato a Porta di ponte quasi alle 20 e 15. Ha trovato una piazza stracolma, applausi, sorrisi, qualche contestazione la maglietta gialla di Giuseppe Arnone che dichiarava «si stare dalla parte di mons. Montenegro».

Il tema, ovviamente, quello dell’immigrazione sul quale Salvini ha speso parole e pensieri già conosciuti. Con l’aggiunta della storia del «ministro libico Omar al Gawari che ha dichiarato oggi che nelle prossime settimane arriveranno in Italia anche terroristi dell'Isis a bordo dei barconi dei migranti». «Bene, ha detto Salvini, noi siano per l’ospitalità. Ma anche per la sicurezza nazionale, del popolo siciliano ed agrigentino». Ed ha tirato fuori alcuni aneddoti per spiegare meglio il suo pensiero. «Io ho due figli, se ho un solo pezzo di pane a chi lo dò secondo voi. Al mio vicino di casa? Assolutamente no, perchè miei figli davanti alla fame non penserebbero che hanno un padre generoso. Piuttosto mi prenderebbero per pirla». Dalla folla sono partiti, forti, gli applausi.

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