TRIBUNALE

Asi Agrigento, il pm chiede la condanna per gli ex vertici

L'ex presidente Asi Stefano Catuara e l'ex dirigente tecnico Salvatore Callari hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato

AGRIGENTO. Si è tenuta ieri la requisitoria del Pubblico Ministero Andrea Maggioni, nel procedimento che vede imputati in udienza preliminare gli ex vertici dell'Asi di Agrigento, tra cui l'ex  presidente Stefano Catuara e altri dieci tra dirigenti e amministratori dell'Area sviluppo industriale davanti al Gup Stefano Zammuto del Tribunale di Agrigento.

L'ex presidente Asi Stefano Catuara e l'ex dirigente tecnico Salvatore Callari hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato. Il Pm ha chiesto la pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione per Catuara (sarebbero stati 5 anni senza l'abbreviato) per i reati di abuso d'ufficio e peculato e 1 anno di reclusione per Callari per il reato di abuso d'ufficio (sarebbero stati 1 anno e otto mesi con rito ordinario). Il pubblico ministero ha concluso tanto per le posizioni di Catuara, Callari e Giuseppe Sorce che hanno chiesto il rito abbreviato, tanto per gli altri indagati che hanno optato per il rito ordinario, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il Pm ha sottolineato «la doverosa e necessaria azione di denuncia avviata sin dalle prime battute dalla gestione del commissario Alfonso Cicero, attuale presidente dell'Irsap, che era presente in aula».

Il Pm ha ritenuto integrati i reati contestati a Catuara e Callari, sottolineando che nel caso dell'ex presidente dell'Asi Agrigento si trattava di un avvocato che ha violato il codice. Per Catuara viene contestato l'aumento illecito del proprio compenso, il passaggio di Antonino Casesa, dirigente generale, dalla terza alla prima fascia dirigenziale, l'aumento dei compensi del comitato direttivo, incarichi a diversi legali, tra i quali due del proprio studio e l'affidamento di un contratto di manutenzione senza gara, la contestazione di peculato da parte della Procura per contributi alla Cassa Forense e alcuni illegittimi rimborsi chilometrici a carico del Consorzio. Il 23 giugno ci sarà la conclusione delle parti civili.

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