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Università di Agrigento, lezioni col fiato sospeso

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Dopo la protesta dei giorni scorsi e la soluzione annunciata dal presidente della Regione si aspetta l’approvazione della legge finanziaria e l’arrivo dei fondi

AGRIGENTO. Lezioni “col fiato sospeso” per gli studenti dell’università agrigentina. Nonostante le “rassicurazioni” della politica, il rientro nel consorzio universitario dell’ex Provincia ed il sostegno della Camera di commercio che per il 2015 ha stanziato la somma di 50 mila euro di sostegno, anche se l’ente ha deliberato la fuoriuscita dal Cupa, chi frequenta l’ateneo di Agrigento è “scettico” perché non si fida tanto delle promesse politiche.

Stessa cosa vale per i dirigenti del Cupa, la preside Maria Immordino ed il consiglio d’amministrazione, che attendono con ansia l’approvazione della legge finanziaria regionale che garantisce la sopravvivenza del Cupa. «Noi stiamo sempre vigili – dice Liliana Ingiaimo, presidente dell’associazione studentesca “Vivere il Polo” – perché sappiamo che possiamo fidarci dei fatti e non delle parole. Al momento, però, la situazione si è tranquillizzata e dopo la grande manifestazione spontanea che si è svolta all’inizio del mese, conclusa con la firma del commissario della Provincia, Alessandra Di Liberto, sulla delibera di revoca della fuoriuscita dal Cupa, stiamo svolgendo regolarmente le lezioni. È chiaro che non restiamo a guardare e che non permetteremo che questa struttura didattica venga chiusa».

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