IL FATTO NON SUSSISTE

False telefonate anonime, ex calciatore dell'Akragas assolto

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AGRIGENTO. «Non simulò alcun reato»: la Corte di appello di Trapani annulla la condanna a otto mesi di reclusione inflitta in primo grado al calciatore Marco Sciacca, 27 anni, ex capitano dell’Akragas e all’epoca dei fatti, nella stagione calcistica 2010-2011, in forza all’Agroericino. I giudici hanno accolto il ricorso del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, e hanno ribaltato la sentenza che lo riteneva colpevole. «Il fatto non sussiste», secondo i giudici. Lo stesso procuratore generale, in udienza al termine della requisitoria, aveva proposto l’accoglimento del ricorso e quindi l’assoluzione.

Sciacca, che in quel periodo giocava nella formazione trapanese dell’Agroericino (Eccellenza), avrebbe detto al proprio compagno di squadra Charlie Okolie di avere ricevuto una telefonata anonima passandogli anche il telefono. In particolare gli avrebbe detto che qualcuno li avrebbe minacciati, con riferimento all’imminente gara in casa della Gattopardo che negli anni successivi è stata cancellata dai quadri federali. I due giocatori avrebbero, quindi, raccontato l’episodio a un dirigente del club che a sua volta denunciò tutto alla polizia. Sciacca aveva confermato tutto e indicato il numero sul quale aveva ricevuto, a suo dire, la telefonata minatoria. La polizia, però, dopo avere controllato i tabulati lo denuncia perché non risultava traccia. Okolie ha scelto l’abbreviato ed è stato assolto. Sciacca in primo grado è stato condannato.

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