IL CASO

Racalmuto, dopo tre anni il processo è tutto da rifare

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RACALMUTO. Tutto da rifare: tre anni esatti dopo i ventuno rinvii a giudizio, decisi il 15 febbraio del 2012 dal giudice Valerio D'Andria, il processo scaturito dall'inchiesta «Giochi di potere» riparte da capo. La prolungata assenza per malattia del giudice Graziella Luparello che componeva il collegio ha fatto slittare le udienze da molti mesi. Il presidente della seconda sezione penale Luisa Turco ha tentato di «salvare» il dibattimento fino all'ultimo ma ieri ha dovuto prendere atto dell'impossibilità di proseguire. Il magistrato ha prolungato la sua assenza e ieri il processo, partito da un'indagine che ha passato al setaccio politica e imprenditoria a

Insieme al presidente Luisa Turco ci saranno i giudici a latere Giuseppe Miceli (da pochi giorni in servizio al tribunale di Agrigento) e Francesco Gallegra. La difesa (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Leonardo Marino, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Daniela Posante e Ignazio Valenza) non ha dato il consenso a utilizzare gli atti che si trovavano già al fascicolo del dibattimento con la conseguenza che tutte le testimonianze dovranno essere ripetute. Il codice, in ogni caso, prevede che il teste possa confermare se lo ritiene quanto già detto in precedenza (anche se le parti possono fare nuove domande) ma in ogni caso i tempi si allungano in maniera significativa. Il 17 aprile si torna in aula per sentire i testi del pm. Molti reati, per effetto dell'inconveniente, potrebbero cadere in prescrizione anche prima della conclusione del processo.

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