DOPO LA TRAGEDIA

«Strada della morte», monta la protesta a Licata

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In due giorni sono numerose le adesioni al «Comitato 16 febbraio», costituito per denunciare il degrado dell’arteria

LICATA. Il “Comitato 16 settembre”, costituito all’indomani del tragico incidente in cui sono deceduti Paolo Todaro e Sara Cammilleri, con l’intenzione di denunciare l’inadeguatezza e la pericolosità della statale 115, ha subito raccolto numerose adesioni. Tanti cittadini, ma anche alcune delle associazioni che operano sul territorio, hanno manifestato l’intenzione di sostenere l’iniziativa. Domani, alle 16.30 nei locali dell’ex cinema Corallo, in piazza Duomo, ci sarà la prima assemblea e verranno decise le iniziative da porre in essere in tempi brevi per richiamare l’attenzione delle istituzioni, anche nazionali, sui tanti drammi che vengono vissuti a causa di una strada che continua a mietere vittime innocenti.

“Si tratta – spiega Angelo Vincenti, promotore del “Comitato 16 febbraio” -, evidentemente, di una problematica molto avvertita dalla cittadinanza licatese e da quelle dei centri limitrofi al nostro. In due giorni, infatti, abbiamo già raccolto numerose adesioni e sabato (domani ndr) stileremo un programma di iniziative da condurre per chiedere, una volta per tutte, interventi necessari a garantire maggiore sicurezza per quanti percorrono ogni giorno la statale 115”. Tra le manifestazioni in programma pare ci sia anche un sit in di protesta proprio nel punto, in contrada Poggio di Guardia, dove lunedì scorso sono deceduti i due giovani licatesi.
Intanto si muove anche il consiglio comunale. Saverio Platamone, presidente dell’assise, ha scritto all’Anas, a Matteo Renzi, a Rosario Crocetta, al prefetto Nicola Diomede, alle ex province di Agrigento e Caltanissetta ed ai Comuni di Palma di Montechiaro e Gela.

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