IL CASO

Canicattì, Tre Sorgenti non consegna le reti all’Ato idrico

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Fumata nera nel vertice di ieri pomeriggio che doveva decretare il passaggio degli impianti a Girgenti Acque. Ora si rischia un ulteriore contenzioso

CANICATTÌ. Fumata nera. Nemmeno ieri, giorno concordato da oltre un mese, i dirigenti del Tre Sorgenti di Canicattì hanno ceduto le reti all’Ato idrico Ag che a sua volta le avrebbe dovuto girare, per competenza, al gestore privato del servizio integrato, Girgenti acque Spa.

Al vertice convocato dal direttore dell’Ato, Dino Barone, su input del commissario Alessandra Di Liberto che è anche commissario dell’ex Provincia, si sono presentate tutte le parti: l’Ato, in primis, Girgenti acque con il direttore Giandomenico Ponzo ed il Tre Sorgenti con il vice presidente Giuseppe Marino ed il funzionario dell’area tecnica, l’ingegnere Luigi Calì. Non c’era Gaetano Moscato, che si è dimesso dalla carica di presidente proprio alla vigilia del vertice.

Il vice presidente Marino ha fatto mettere a verbale che “l’assemblea dei sindaci del Tre Sorgenti ha deciso di “sospendere” la delibera del 17 dicembre 2014 quando a maggioranza (con i voti dei Comuni di Canicattì, Ravanusa, Campobello di Licata e Licata), era stata decisa la consegna degli impianti all’Ato. Una decisione, che secondo quanto riferito da Marino è stata presa la scorsa settimana.

Il direttore dell’Ato ha chiesto di produrre gli atti, in riferimento a quanto riferito da Marino, ma il vice presidente si è riservato di produrre la documentazione successivamente. Su tutte le furie sono andati i funzionari dell’Ato e quelli di Girgenti acque.

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