PROCURA

Porto Empedocle, uccise il figlio: padre subito a giudizio

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Alcune incongruenze legate al coltello avrebbero inizialmente messo in discussione la veridicità della sua confessione agli investigatori

PORTO EMPEDOCLE. Giudizio immediato: per il pm Alessandro Macaluso il pescatore Pietrino Falzone, 56 anni, reo confesso dell'omicidio del figlio Marco, 24 anni, morto dopo avere ricevuto una coltellata al torace nella notte fra il 26 e il 27 maggio, deve finire a processo subito. Per il magistrato che ha condotto l'inchiesta ci sono i requisiti della cosiddetta "evidenza della prova" che consentono di approdare in aula senza neppure il filtro dell'udienza preliminare.

La richiesta sarà adesso valutata dal gip Stefano Zammuto che, in caso di accoglimento, lo manderà direttamente a giudizio davanti alla Corte di assise per l'accusa di omicidio volontario aggravato. Nel caso in cui il gip dovesse accogliere la richiesta del pm e mandarlo a processo - ritenendo superflua l'udienza preliminare - il difensore, l'avvocato Nicola Grillo, potrebbe comunque chiedere il giudizio abbreviato: in questo caso sarebbe annullata l'udienza in Corte di assise e il caso finirebbe davanti al gup. La questione, comunque, è ancora tutta da decidere. Quello che appare certo, però, è che la Procura ha accantonato la pista investigativa secondo cui il pescatore avrebbe potuto coprire qualcuno dei familiari. Alcune incongruenze legate al coltello avrebbero infatti messo in discussione la veridicità della sua confessione. Pare infatti che l'arma indicata dall'uomo non fosse compatibile con la ferita.

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