COMUNE

Reti idriche a Canicattì, la cessione all’Ato è più vicina

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Approvato il Paes, il piano d’azione per l’energia sostenibile stabilito dal «Patto dei Sindaci». Anche in questo caso forti contestazioni

CANICATTI'. Scontro aperto tra amministrazione comunale ed opposizione nel corso dei due Consigli comunali che si sono svolti a distanza di meno di ventiquattr'ore l'uno dall'altro tra giovedì pomeriggio e venerdì. Entrambe le sedute, che hanno vissuto momenti di forte tensione, si sono concluse con una vittoria politica della maggioranza che ha portato a casa due risultati positivi in relazione agli argomenti all'ordine del giorno con l'opposizione che però ha annunciato battaglia in merito ad alcune possibili irregolarità emerse nel corso dei lavori. Il primo Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria su richiesta di dodici consiglieri comunali dell'opposizione, ha avuto come argomento centrale la possibile cessione delle reti del Consorzio Tre Sorgenti all'Ato Idrico, posizione fortemente sostenuta in sede di assemblea consortile dal sindaco Vincenzo Corbo.

Nel corso del dibattito, al quale ha partecipato dopo anni d'assenza lo stesso capo dell'amministrazione comunale, sono state esposte le ragioni dei consiglieri comunali ostili alla cessione delle reti ma il loro atto di indirizzo volto ad impegnare il sindaco a ritirare l'appoggio alla delibera è stato bocciato dalla maggioranza. È stato lo stesso Corbo a spiegare le ragioni che obbligano il Consorzio Tre Sorgenti a cedere le reti all'Ato Idrico in virtù della sentenza del Tribunale superiore delle acque. Venerdì mattina il Consiglio comunale è tornato a riunirsi, in via d'urgenza, per discutere ed approvare invece il Paes, il piano d'azione per l'energia sostenibile nell'ambito del Patto dei Sindaci, al quale ha aderito anche il comune di Canicattì. Ancora una volta l'opposizione ha pesantemente criticato l'operato dell'amministrazione comunale, in particolare con gli interventi dei consiglieri comunali Fabio Di Benedetto, Antonio Migliorini e Mimmo Licata, condannando l'assenza in aula dei tecnici che hanno redatto il piano.

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