INDAGINI

Omicidio Bellavia a Favara, il caso alla Dda di Palermo

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Viene classificato come delitto di mafia, perché la vittima era il padre di Calogero, arrestato nel 2010 perché ritenuto il vivandiere del boss Messina

FAVARA. È stata eseguita ieri pomeriggio all'obitorio dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento l'autopsia sul corpo di Carmelo Bellavia, ucciso lunedì sera, poco oltre le 19, all'interno del magazzino di via Fausto Coppi che aveva preso in affitto nell'estate scorsa per avviarvi un esercizio commerciale per la vendita all'ingrosso di bibite e bevande. Il medico legale, Cataldo Raffino, dell'Università di Catania, ha praticamente confermato la prima ispezione cadaverica effettuata sul luogo dell'agguato dal medico favarese Giuseppe Bellavia. L'uomo sarebbe stato raggiunto in varie parti del corpo da 6 colpi di pistola calibro 7,65. Il sicario avrebbe sparato da distanza ravvicinata, quasi a bruciapelo. Il corpo non avrebbe presentato segni di violenza nel senso che non ci sarebbe stata colluttazione o, comunque, un tentativo di difesa. E se l'esame autoptico non ha fornito ulteriori elementi utili alle indagini, queste continuano alacremente.

I carabinieri del nucleo investigativo di Agrigento, assieme ai colleghi della Tenenza di Favara, coordinati dal tenente colonnello Andrea Azzolini, stanno setacciando tutto il territorio alla ricerca di qualche tessera per comporre un mosaico che, oggi, appare ancora molto confuso. Un buon aiuto poteva arrivare dalla telecamera collocata sopra la saracinesca del magazzino dove si è consumato l'assassinio ma sarebbe stato accertato che non era funzionante. Probabilmente era stata posta come deterrente.

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