SCUOLA

Ad Agrigento un docente ogni quattro gode dei benefici della «104»

Adesso sarà compito dell’Inps e della magistratura accertare eventuali abusi

AGRIGENTO. La costituzione di un tavolo tecnico, la conclusione dell’indagine interna da parte del personale dell’ex Provveditorato agli Studi e l’impegno a rivedere i trasferimenti, sono i primi e concreti atti che il dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale ha messo in atto in seguito allo scandalo della legge 104. Raffaele Zarbo ieri mattina, alla presenza dell’ufficio di gabinetto del sottosegretario all’Istruzione, ha istituito un tavolo tecnico.

La struttura, presieduta dal direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, è composta da cinque dirigenti scolastici, in rappresentanza del territorio agrigentino. Si tratta dei presidi Graziella Fazzi, Anna Maria Sermenghi, Rosanna Provenzano, Ernesta Gugliotta e Teresa Guazzelli. Il loro compito, abbastanza arduo, quasi impossibile, sarà quello di trovare e proporre delle soluzioni alternative per quelle scuole che vengono penalizzazione, nell’attuazione della didattica, dai benefici della legge 104. Una impresa da titani se si considera che questi dirigenti dovranno scontrarsi con i dettami di una legge dello Stato nata per tutelare situazioni di disagio e che oggi sono in molti ad abusarne. Sarà in questa direzione che la Squadra dovrà lavorare cercando di individuare proposte operative che possono evitare la penalizzazione dell’attività didattica.
I numeri della 104. Il personale dell’ufficio scolastico provinciale (ex Provveditorato agli studi) che lavora nelle quattro sezioni dell’istruzione: infanzia, primaria, media e media di secondo grado, ha completato l’indagine su quanti sono nella scuola agrigentina i titolari dalla legge 104. «L’indagine è stata conclusa da tempo – commenta Raffaele Zarbo – Prima ancora che il Ministero desse disposizioni di questa indagine capillare. Noi dopo vari riscontri possiamo dire che non superiamo il 24,40 per cento. L’aspetto più grave ed indecente, invece, lo registriamo nella mobilità del personale della scuola (i trasferimenti; n.d.r.), dove la percentuale purtroppo è del 100 per cento. Semplicemente scandaloso! Come scuola siamo pronti, in qualsiasi momento, dopo le verifiche storiche certificate dell’Inps, a rivedere tutta la mobilità di questi anni. Ma dobbiamo avere dati certi su questi abusi. Se un docente o personale Ata presenta istanza corredata dalla legge 104, non possiamo che accoglierla. Sarà compito dell’Inps e della Magistratura accertare eventuali abusi ed in questo caso noi come ufficio scolastico possiamo intervenire rivedendo tutti i movimenti».

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