GESTIONE ACQUE

Tre Sorgenti, giovedì nuovo vertice all’Ato idrico di Agrigento

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La sentenza dei giudici spiega: «L’ente avrebbe dovuto cessare la propria attività con l’arrivo degli ambiti territoriali ottimali». Palma farà ricorso

AGRIGENTO. L’Ato idrico “tenta” la mediazione con il consorzio Tre Sorgenti per la consegna delle reti, così come deliberato dall’assemblea dei sindaci dei Comuni soci. Il vertice. Giovedì 15 gennaio, il commissario dell’ex Provincia, Alessandra Di Liberto, che ricopre anche il ruolo di commissario dell’Ambito territoriale ottimale, Ato idrico Ag9, ha convocato due vertici operativi per dirimere le questioni legate al contenzioso tra enti idrici ed al passaggio degli impianti del consorzio al gestore del servizio, Girgenti acque. Una prima riunione si terrà al mattino e vedrà la partecipazione dei tecnici e funzionari di Sicilacque da una parte (che rivendica un credito nei confronti del Tre Sorgenti di ben 7 milioni di euro) e dall’altra Girgenti acque che invece ha un debito di quasi sei milioni di euro nei confronti del consorzio canicattinese. «L’obiettivo di questa riunione – spiega il direttore dell’Ato idrico, Dino Barone – sarà quello di fare chiarezza sui contenziosi in atto e mettere a confronto le parti». Nel pomeriggio invece, la riunione sarà di tipo “tecnico” e riguarderà le tappe per la consegna delle reti.

Moscato (Tre Sorgenti). «Io sono un amministratore, non un politico, devo rispettare il deliberato dei sindaci per la cessione delle reti». Lo sostiene il presidente del Tre sorgenti, Gaetano Moscato. «Tranquillamente dico a Girgenti Acque che le reti saranno consegnate, ma occorre porre in essere tutto l'iter con relative procedure – aggiunge - devono aspettare altrimenti facciano venire un commissario, questo sanno farlo molto bene. Ho dato mandato al dirigente dell’area tecnica di relazionare sullo stato degli impianti e di segnalare eventuali criticità. In occasione del vertice che si terrà all’Ato – conclude Moscato – metterò in evidenza la problematica del personale. Bisogna garantire i dipendenti e l’ente pubblico».

 

 

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