IL CASO

Sciacca: pochi i fondi, a rischio la mensa della solidarietà

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SCIACCA. «I generi alimentari scarseggiano, noi vogliamo andare avanti, ma in queste condizioni è difficile. Se la gente non ci aiuta non ce la possiamo fare». Giusi Romeo, volontaria della mensa della solidarietà, lancia l’allarme sulla possibile sospensione del servizio, già a partire dai prossimi mesi. La mensa, nata dalla ferma volontà di don Pasqualino Barone, parroco della chiesa di San Michele, e che viene sostenuta da numerosi volontari che, ogni sera, preparano e distribuiscono la cena a una settantina di persone, potrebbe essere arrivata al capolinea. Scarseggiano le bombole del gas, manca l’olio, la carne non è mai sufficiente.

E poi, ogni mese, c’è il problema del pagamento della bolletta della luce, circa 350 euro. Il costo complessivo della mensa si aggira intorno a 700 euro al mese. Prodotti alimentari, in particolare ortofrutta, continuano ad arrivare dal mercato, ma in quantitativi inferiori rispetto al passato. «La richiesta è in continuo aumento – dice Giusi Romeo – e se continua così non ce la facciamo ad andare avanti». Mimmo Corona, coordinatore della mensa, è in prima fila dal 28 dicembre del 2011, quando è stata avviata l’iniziativa.

 

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