LE INDAGINI

Agrigento, carica delle 104: il Riesame dà ragione ai pm

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L’impianto accusatorio della Procura resiste al vaglio del tribunale, finora respinti i ricorsi. Tranne quello del radiologo Russo

AGRIGENTO. Il solo radiologo di Aragona Alfonso Russo è tornato libero. Per il resto, anche se mancano all’appello ancora un paio di posizioni, l’inchiesta “La carica delle 104” resiste al vaglio del tribunale del Riesame che ha confermato le misure cautelari escludendo al massimo singole accuse. Russo (difeso dall’avvocato Rosa Salvago) è accusato di associazione a delinquere, falso e truffa: secondo la Procura – l’inchiesta è coordinata dal procuratore Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal pm Andrea Maggioni –, avrebbe fatto parte della presunta associazione dedita a truffare lo Stato.

Una vera e propria “fabbrica” di falsi invalidi con i medici che avrebbero attestato le patologie inesistenti in cambio di tangenti e i vari faccendieri che avrebbero predisposto tutti gli aspetti logistici che servivano per le “sceneggiate”.

È di ieri mattina la decisione del tribunale che ha confermato la misura cautelare per il bidello di Favara Antonio Alaimo, 53 anni, consigliere comunale poi sospeso dal prefetto dopo l’arresto, ritenuto uno dei due capi della banda. Alaimo (difeso dagli avvocati Salvatore Re e Calogero Raia) resta in carcere; non si conoscono ancora i dettagli del provvedimento del tribunale della libertà. Gli stessi giudici, ieri, hanno confermato la misura cautelare per i medici Lorenzo Greco, Antonino Scimè e Salvatore Attanasio. Greco e Scimè (difesi dagli avvocati Antonino Gaziano) sono accusati di associazione a delinquere e alcuni reati satellite.

Il riesame ha ritenuto per Scimè sussistenti tutte le accuse ad eccezione di una singola imputazione di truffa. Per Greco è stata annullata l’ordinanza nella parte relativa all’accusa di associazione. Per Attanasio (difeso dall’avvocato Maria Alba Nicotra) confermati i domiciliari ma non si conoscono ancora i dettagli della decisione del riesame. Stesso discorso per il medico pneumologo Giuseppa Gallo (difesa dall’avvocato Francesco Gibilaro) che comunque è rimasta in carcere.

Nei giorni scorsi il tribunale del riesame ha confermato le accuse di corruzione e falso per la funzionaria dell’Inps Gaetana Cacioppo (assistita dal legale Salvatore Pennica) ma ha escluso sotto il profilo indiziario l’associazione. In ogni caso la misura dei domiciliari resta inalterata.

Per il baby pensionato Daniele Rampello, 47 anni, di Raffadali, altro presunto capo della “banda”, l’udienza al riesame è in programma domani.

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