Sciacca, la spending review
s’abbatte sul Carnevale

L’ultima edizione è costata ben 550 mila euro. Il Municipio ha speso circa 250 mila euro e 300 mila la Cge, società napoletana unica partecipante alla gara per la gestione

SCIACCA. Una maggioranza trasversale prepara un emendamento al bilancio pluriennale per dare un taglio netto alla spesa per il Carnevale 2015. Non più di 100 mila euro per la principale festa cittadina che nella scorsa edizione è costata 550 mila euro. Il Comune ha speso circa 250 mila euro e 300 mila la Cge, società napoletana unica partecipante alla gara per la gestione. Gli incassi per i napoletani sono stati limitati anche a causa del maltempo, ma già poche settimane dopo la manifestazione l'assessore allo Spettacolo, Salvatore Monte, ha annunciato la volontà della giunta di riportare solo il comune al timone della festa. L'amministrazione ha previsto, nel bilancio pluriennale che entro il mese di settembre dovrà essere approvato dal consiglio comunale, una spesa di 300 mila euro. In tanti, però, in consiglio comunale, non ci stanno. Mario Turturici, di Forza Italia, lo ha detto già durante il dibattito sull'aliquota Tasi: «Ai miei amici carristi non posso non fare notare che adesso non si può prevedere una spesa di un certo tipo per il carnevale». Ancora più chiari Salvatore Monteleone e Giuseppe Ambrogio che già lavorano alla stesura del testo dell'emendamento. «Che nessuno - dicono - venga a parlare di una spesa superiore a 100 mila euro e già è tanto». Paolo Mandracchia, consigliere di Sel, non ha dubbi: «Dopo la Tasi e avendo messo le mani nelle tasche dei saccensi la giunta 100 mila euro deve farli bastare. E poi le 300 mila euro previste sono soltanto per la festa. Se aggiungiamo i servizi saliamo a 350 mila, una spesa impensabile in un momento come quello attuale». L'assessore allo Spettacolo, Salvatore Monte: «Una riduzione deve essere effettuata - dice - ma in questo momento non sono in grado di stabilire se 100 mila euro saranno sufficienti per organizzare la festa. Lo verificheremo nei prossimi giorni». Anche la più importante festa cittadina paga il prezzo della crisi. Negli anni è stato ridotto il numero dei carri, sono scomparsi molti gruppi mascherati che prima si presentavano con costumi di particolare pregio, ma anche molto costosi. Sono venuti a mancare gli interventi della Regione. La giunta Di Paola ha fatto "resuscitare il Peppe Nappa", dopo uno stop della festa, ma adesso mancano le risorse per tenerlo in vita. O meglio, si potrà fare qualcosa, ma in un clima di grande austerità, come impone questo momento. I carristi, che non hanno ancora ricevuto metà della somma loro spettante per la scorsa edizione della festa, non ci stanno, però, ad essere tirati in ballo ogni volta che si parla di aumento delle tasse. «Se i politici - dice Vincenzo Cucchiar, di destra e di sinistra - pensano che eliminando il carnevale si possono diminuire le tasse che lo facciamo subito, ma evitino, ogni volta, di accostare la festa all'aumento delle tasse». Sei i carri allegorici in gara nell'edizione 2014. Al primo classificato premio da 26 mila euro. Al secondo 23.500 e al terzo 21.500. L'associazione che ha realizzato il carro quarto classificato riceverà 19 mila euro. Agli ultimi due, il quinto e il sesto, rispettivamente, 17 mila e 15 mila euro. All'associazione che ha realizzato il Peppe Nappa, invece, 8 mila euro.

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