Cardiologia a Licata, impiantato un defibrillatore

L’unità operativa di Cardiologia, che Ciotta dirige da cinque mesi, garantisce tutta una serie di prestazione di alta qualità. Reparto avviato verso l’eccellenza
Agrigento, Archivio

LICATA. Un mese fa, dopo uno stop durato circa cinque anni, nell’Unità Operativa di Cardiologia del San Giacomo d’Altopasso era stato impiantato un pace maker ad un paziente. Ieri l’equipe guidata dal primario Ennio Ciotta (che solo dalla scorsa primavera coordina il reparto licatese) per la prima volta in città ha impiantato un defibrillatore. L’intervento, molto delicato, è durato alcune ore. L’apparecchiatura è stata impiantata ad un uomo di 42 anni che ne aveva assoluto bisogno e che, grazie all’esperienza ed alla professionalità del primario di Cardiologia e dell’equipe che guida, ha evitato i cosiddetti “viaggi della speranza” che avrebbero costretto lui e la sua famiglia a raggiungere altri centri siciliani per la fondamentale operazione chirurgica. L’impianto di un defibrillatore è un intervento molto delicato che consiste nell'introdurre dei cateteri nel cuore del paziente affetto da gravi patologie cardiache, per prevenire episodi di arresto cardiaco di natura aritmica, attraverso un complesso sistema di riconoscimento e terapia innestato nel sottocute del paziente. L’operazione è perfettamente riuscita ed al termine il paziente è stato condotto nuovamente nel reparto di Cardiologia dove rimarrà ricoverato solo per pochi giorni. A breve, infatti, sarà dimesso e potrà tornare a svolgere tutte le proprie attività, sapendo di essere ora dotato di un apparecchio che può salvargli la vita, ed essendo conscio del fatto che il defibrillatore gli è stato installato nella città in cui risiede abitualmente ed in un’unità operativa dove può ricevere assistenza adeguata in qualunque momento, ed a due passi da casa. La Cardiologia del San Giacomo d’Altopasso, dunque, diventa sempre più un’eccellenza del presidio licatese, contribuendo in questo modo a dimostrare l’importanza strategica di un ospedale di cui per troppo tempo si è parlato di chiusura. L’attenzione verso il nosocomio, come dimostrano le recenti prese di posizione della Cgil, de Il Megafono, di Cittadinanzattiva e del Comitato Civico, rimane alta, ma è scontato che solo con il continuo miglioramento dell’assistenza sanitaria (come dimostra l’intervento eseguito ieri) il San Giacomo d’Altopasso può rimanere all’altezza della situazione e “sconfiggere” chi, invece, continua a parlare di chiusura. Ennio Ciotta guida la Cardiologia da appena cinque mesi e, malgrado la carenza dei medici non sia stata ancora risolta (in servizio ci sono solo due sanitari più il primario, contro i cinque previsti), il reparto garantisce ogni giorno nuovi servizi di alta qualità non solo agli utenti del distretto licatese, ma anche a quelli che arrivano dai distretti vicini. Qui è possibile fare le “prove da sforzo”, eseguire i controlli sui pace maker, essere sottoposti alle ecocardiografie, ottenere l’impianto di un pace – maker e, da oggi, anche di un defibrillatore.

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