Randagismo, a Canicattì arrivano cinque nuove gabbie

CANICATTI'. In attesa che si sblocchi l’iter per l’avvio della realizzazione del rifugio sanitario, previsto all’interno del Foro Boario, l’amministrazione comunale interviene con decisione nel tentativo di porre un freno al sempre più dilagante fenomeno del randagismo. Da ieri mattina, infatti, all’interno dell’area di proprietà comunale dove ha sede il cantiere della Dedalo Ambiente sono iniziati i lavori di montaggio delle cinque nuove gabbie acquistate dal comune e che andranno ad aumentare la quantità di spazi a disposizione dove poter ricoverare, in via temporanea, i cani randagi catturati in città. Le cinque strutture saranno posizionate accanto alle quattro già esistenti e che fino ad ora hanno garantito assistenza ed accoglienza a favore degli animali che vengono, in loco, sottoposti ad interventi di microchippatura e sterilizzazione. Con l’aggiunta delle cinque gabbie si verrà a ricreare una vera e propria stazione a lunga degenza che permetterà di assistere in maniera più vigile ed attenta i randagi e consentirà al comune di ottenere un importante risparmio in termini economici. Infatti, potendo effettuare gli interventi di sterilizzazione direttamente all’interno della struttura, il comune porrà fine ai trasferimenti nei canili di Santa Margherita Belice e Sommatino riducendo la spesa prevista per il servizio. «In città il fenomeno del randagismo – ha dichiarato l’assessore comunale Vincenzo Guarneri – fatica a trovare risoluzione e continua a creare preoccupazione costante tra i cittadini. Attraverso questa implementazione di strutture da destinare alla stazione a lunga degenza speriamo di poter accelerare i tempi nella realizzazione di interventi di sterilizzazione dei randagi che, come impone la legge, devono essere comunque rimessi in libertà nel giro di pochi giorni».
Nei prossimi giorni avranno inizio anche i controlli interforze, vigili urbani e guardie venatorie, che punteranno l’attenzione in particolar modo sulle zone di campagna per cercare di scongiurare il fenomeno, concausa del randagisimo, dell’abbandono di cuccioli. «Nei mesi scorsi questi controlli – ha concluso Guarneri – hanno dato buoni risultati e speriamo di continuare su questa scia».

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