Rifiuti ad Agrigento, raccolta a rischio dal primo ottobre

La decisione è stata adottata ieri mattina, nel corso dell’assemblea dei soci riunita a Ravanusa. Avviato confronto anche sull’impianto di compostaggio
Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Cosa ne sarà degli oltre duecento operatori ecologici della Dedalo Ambiente dopo il primo di ottobre, quando per legge dovranno essere trasferiti alle costituende Srr? A chiederselo è Rosario Miceli, commissario liquidatore dell’Ato Ag3, il quale non nasconde la propria preoccupazione per la situazione del personale, anche in considerazione del fatto che al primo di ottobre ormai manca poco più di un mese. Ieri mattina Miceli ha scritto all’assessore regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, ma anche al direttore generale del dipartimento Acqua e Rifiuti, per chiedere “un incontro urgente”. “Visto l'approssimarsi della scadenza del primo ottobre - ha scritto Miceli nella nota che ha indirizzato anche a tutti i sindaci soci, ai commissari straordinari della Dedalo Ambiente ed al presidente della Srr Agrigento Est - si richiede, per specifica richiesta dei sindaci dell'Ato Ag3, formulata in sede di seduta di assemblea del 22 agosto (ieri ndr) un incontro al fine di avere delle linee guida circa le modalità da mettere in atto al fine di assicurare la continuità del servizio a partire dal primo di ottobre, con particolare riferimento all'utilizzo del personale attualmente in servizio”. La questione non è di semplice soluzione. Le Srr sono state istituite, ma di fatto la loro attività non è ancora decollata. Dal primo di ottobre dovrebbero sostituirsi alla Dedalo Ambiente nel servizio di raccolta dei rifiuti in sette Comuni dell’agrigentino, ed a queste società dovrebbe passare la gestione del personale. Attualmente nei cantieri di Licata, Palma di Montechiaro, Canicattì, Campobello di Licata, Ravanusa, Naro e Camastra, operano complessivamente poco più di duecento netturbini. Tutti dovrebbero essere assunti, tra poco più di un mese, dalla Srr Agrigento Est. “E’ necessario – ha aggiunto Rosario Miceli – che la Regione ci dia indicazioni precise sul da farsi. In questo momento tanto l’Ato Ag3, quanto i sette sindaci soci, sono in ambasce. Ci poniamo due obiettivi: continuare ad assicurare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nei sette Comuni dell’autorità territoriale d’ambito e garantire il posto di lavoro ad oltre duecento dipendenti”. La decisione di scrivere all’assessore regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità è stata adottata ieri, nel corso dell’assemblea dei soci che si è tenuta nella sede legale della Dedalo Ambiente, nella zona industriale di Ravanusa e Campobello di Licata. “I sindaci, inoltre, hanno manifestato la volontà – ha concluso il commissario liquidatore dell’Ato Ag3 - di voler discutere sulla realizzazione dell'impianto di compostaggio da localizzare nell'area industriale di Ravanusa. Rimaniamo, pertanto, in attesa di una convocazione della Regione in tempi congrui con la scadenza del primo ottobre”.

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