Scala dei Turchi, multe salate e polizia per salvare la scogliera dai «furti» di marna

Scattano da oggi i primi controlli delle forze dell’ordine. Vietato asportare rocce e argilla: sanzioni fino a 500 euro. E sul web parte una campagna di Legambiente: «Il Comune abbia la concessione del demanio»
Agrigento, Archivio

REALMONTE. Ora forse la situazione è più chiara: la marna della Scala dei Turchi non fa bene alla pelle ed è vietato asportarla. Si rischiano multe fino a 500 euro e scattano già da oggi i primi serrati controlli contro l’asportazione di marna dalla scogliera bianca più famosa d’Italia, mentre parte sul web la nuova campagna #SaveScalaDeiTurchi di Legambiente. «Ci aiuterà la polizia provinciale a far rispettare l’ordinanza per la tutela della Scala dei Turchi, abbiamo ricevuto ieri la massima disponibilità da parte del comandante Vincenzo Giglio e del commissario straordinario della Provincia Benito Infurnari che ringrazio per la solerzia. Impegnati anche un agente di polizia municipale, due ausiliari e alcuni volontari del Comitato per la salvaguardia della Scala dei Turchi». Così il sindaco di Realmonte Piero Puccio che - dopo le numerose foto, che hanno provocato indignazione sui social network, di turisti che continuano a staccare pezzi di marna per cospargerla sul proprio corpo convinti cha abbia effetti benefici però smentiti dai dermatologi - ha stampato un manifesto con le nuove norme comportamentali da rispettare in spiaggia e sulla scogliera bianca candidata a diventare patrimonio dell’umanità Unesco. «Nelle spiagge e sul promontorio di Scala dei Turchi è vietato - si legge - asportare argilla o blocchi rocciosi; danneggiare in qualunque modo le formazioni di marna della scogliera; l’impiego di trivelle o arnesi simili per la collocazione degli ombrelloni; cospargersi il corpo con i fanghi derivati dalla marna bianca; esercitare ogni altra attività diversa che possa essere assimilabile a quelle sopraindicate».
«Potenzieremo da subito - ha detto il comandante della polizia provinciale Vincenzo Giglio - i controlli alla Scala dei Turchi per far rispettare l’ordinanza emessa dal sindaco contro l’asportazione di marna e comunque contro comportamenti che possano danneggiare l’ambiente. Stiamo già predisponendo gli schemi di verbale e i moduli per le sanzioni e già da domani (oggi per chi legge, ndr) attiveremo una postazione fissa in spiaggia con due agenti della polizia penitenziaria e due unità della protezione civile». Personale che si aggiunge ad altri sei poliziotti provinciali in servizio sulla Sp 68, la strada panoramica che porta alla Scala dei Turchi.
Reazioni e commenti rimbalzano su Twitter e Facebook: «Sarei molto più drastica: vieterei di salire sulla Scala, è il solo modo per salvarla! Lo spettacolo della Scala dei Turchi è un godimento visivo sublime e tale dovrebbe restare», posta Rosellina Celauro. «Un pezzo di carta non basta, servono controlli e blocchettini alla mano!», così la pensa Marcella Turrini. Aggiunge Riccardo Bazan: «Li voglio vedere i tutori della legge che elevano multe contro i trasgressori mentre questi ultimi li prendono a ”pitrati” di marna». «Ci vogliono i custodi, con tanti precari che ci sono in giro, perché non si creano nuovi posti per educare alla salvaguardia ambientale?», è la proposta di Angela Roberto.
«È necessario intervenire subito perché la Scala dei Turchi non rimanga solo una bellissima immagine da cartolina. Il turismo fuori controllo e i vandali rischiano di farla scomparire a meno che le istituzioni, Comune di Realmonte e Regione, non si assumano presto il compito di tutelarla». Questo l’appello lanciato su Twitter con l’hashtag #SaveScalaDeiTurchi dal presidente di Legambiente Sicilia Mimmo Fontana il quale propone che «il comune di Realmonte chieda in concessione l’intero tratto di demanio marittimo ma, soprattutto, perché l’assessorato regionale Ambiente lo conceda immediatamente, superando le esasperanti e tipiche lungaggini burocratiche. Solo così - sottolinea - si potranno stabilire rigide regole di comportamento e avviare un gestione capace di tutelare e promuovere questa straordinaria risorsa paesaggistica. Esiste già un modello di gestione riproponibile alla Scala dei Turchi, sperimentato con grande successo da Legambiente all’Isola dei Conigli di Lampedusa».

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