Agrigento: il viale di S. Leone sgomberato
delle bancarelle di merce taroccata

AGRIGENTO. Il lungomare dei San Leone "liberato" dai "vu comprà" a tutela del Made in Italy. Niente sconti a nessuno nell'ambito dell'operazione "spiagge sicure e serene" lanciata dal ministro dell'Interno Angelino Alfano che vede in questi giorni impegnati in servizi di controllo interforze polizia, guardia di finanza, carabinieri e polizie municipali nelle località balneari, da Licata a Menfi passando per San Leone, Scala dei Turchi, Siculiana Marina, Eraclea Minoa e Seccagrande e nelle altre spiagge dell'Agrigentino.
Dopo le prime denunce e i sequestri dei giorni scorsi, è stato smantellato ieri notte dalle forze di polizia il suk improvvisato da immigrati extracomunitari sul lungomare Falcone e Borsellino di San Leone. Altri venditori ambulanti abusivi senegalesi sono stati denunciati per vendita di merce contraffatta, occupazione abusiva di suolo pubblico, contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione. Soddisfazione è stata espressa in una nota da Federalberghi e da Fipe Confcommercio Agrigento e centinaia i commenti su Facebook.
«Plauso di Federalberghi e Fipe al contrasto del commercio abusivo di San leone. La vendita di merce contraffatta e i mercati abusivi che quotidianamente invadono il lungomare di Agrigento, non possono essere più ammissibili. Per questo - si legge in una nota - ringraziamo il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e tutte le forze di polizia che hanno pianificato interventi per porre fine al dilagante problema. Ci sono diversi motivi per cui la vendita di merce contraffatta a San Leone non può essere più tollerata. La vendita della merce contraffatta oltre a favorire mercati illegali e criminalità organizzata, rappresenta un serio danno per il marchio Made in Italy. Per questo, non possiamo che accogliere favorevolmente le azioni intraprese dalla prefettura che ci auguriamo continuino nel tempo senza mai abbassare la guardia. Federalberghi e Fipe fin da subito sono pronta a collaborare, anche portando avanti iniziative finalizzate a sensibilizzare l'opinione pubblica».
«Se facciamo entrare in Italia tutti questi extracomunitari, devono pur vivere o lavorando o rubando o mantenuti. Quindi visto che lavoro non ce n'è - è l'opinione di Giuseppe Fontana espressa su Facebook - perché non chiudiamo le frontiere? O per lo meno ci assicuriamo che lavorino in regola altrimenti a casa loro!". Un plauso alle forze dell'ordine per l'operazione anti "vu cumprà" anche da parte di Giovanni Salamone: "Bravi, quando si vogliono fare applicare le leggi è sempre un buon risultato».
«Ma è difficile - si chiede Giovanni Affatigato - sapere dove sono i magazzini e da dove prendono la merce? Perché non ci si organizza un mercatino con tanto di licenze e pagamento di tasse?". "Quello che mette tristezza - sostiene Domenico Vecchio - è vedere così tanta gente interessata agli acquisti».
E Massimo Puglisi aggiunge: «Chissà chi sono i fornitori della merce fasulla made in China? Italian distribution?».

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