Caro acqua, chiuse diciotto fontane a Sambuca

Agrigento, Archivio

SAMBUCA. Seimila euro per il consumo dell’acqua di una fontana e il sindaco di Sambuca, Leo Ciaccio, ne chiude ben diciotto, ed avvisa i sui concittadini “di fare un uso parsimonioso dell’acqua” nelle tre che sono rimaste in funzione. Saranno caldi, i prossimi giorni, sui temi dell’acqua anche nell’agrigentino.
Il 7 agosto sarà protesta da parte dei 27 sindaci dei comuni che hanno ceduto le reti idrici. Manifesteranno a Palermo, davanti alla Presidenza della Regione. La decisione è scaturita dopo il vertice regionale con l’assessore all’Energia, Salvatore Callari. C’è sconforto fra i 27 sindaci dell’agrigentino che si trovano con le reti idriche gestite dalla società privata.
«Ci sentiamo abbandonati», dice Calogero Impastato, sindaco di Montevago, presente alla riunione.
«Chiedono a gran forza di eliminare le sperequazioni e disuguaglianze nella gestione del servizio idrico in provincia di Agrigento», evidenzia Leo Ciaccio, primo cittadino di Sambuca.
Sono più tranquille le famiglie di Menfi. Non aver ceduto le reti idriche ha portato loro un notevole vantaggio. A Menfi le famiglie pagano 198 euro all'anno a prescindere dal consumo di acqua effettuato, mentre in altri Comuni, come Sciacca, Montevago o Sambuca, la somma è ben diversa e comunque equiparata al consumo. Menfi non ha ceduto le reti idriche a Girgenti Acque, mentre 27 Comuni che hanno ceduto le reti, rispettando la legge, vogliono essere tutelati dalla Regione.
«Nel corso del vertice l’assessore ha lasciato intendere di poter fare qualcosa – dice Leo Ciaccio – e così è stato deciso di costituire una commissione ristretta, con una delegazione di 5 sindaci dei 27 comuni che hanno consegnato le reti a Girgenti Acque, per fare chiarezza. Già fissato un nuovo incontro. Si terrà martedì 5 agosto, mentre il 7 protesteremo sotto la Presidenza. A Sambuca temiamo tensioni sociali per il costo dell’acqua ormai diventato insostenibile».
A Menfi, intanto, le liste civiche “Partito dei menfitani" e "Menfi bene comune", che hanno sostenuto il progetto politico "Saverio Ardizzone sindaco", dopo una lettera inviata dal Comune in merito all’avvio della rilevazione dei consumi del servizio idrico, manifestano “netta contrarietà' al sistema che  l'amministrazione vuole applicare, un cavallo di troia che verrà' usato per avviare un processo in cui il pagamento della bolletta dell'acqua diverrà sicuramente esoso. Metteremo in atto tutti i processi politici per opporci – continuano - in quanto il nostro progetto politico prevedeva la difesa ed  il mantenimento dello stato attuale del servizio idrico integrato”.
A Sciacca l’assessore ai Servizi a rete, Gaetano Cognata, afferma: «Chiediamo non solo un trattamento migliore visto che i nostri cittadini hanno pagato più degli altri, ma anche di ricevere delle somme dalla Regione per riparare al danno che abbiamo subito».

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