Porto Empedocle, traghetto «straordinario» per le Pelagie

Agrigento, Archivio

PORTO EMPEDOCLE. Il traghetto di linea «Pietro Novelli», ieri sera, è partito. È stato autorizzato, per gravi motivi di ordine pubblico, ad una corsa straordinaria verso le isole Pelagie e viceversa.
Il comandante della Capitaneria di porto di Porto Empedocle, Massimo Di Marco, ricevuta una lettera formale da parte del prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, "condividendo le valide motivazioni", ha derogato alla sua precedente disposizione.
«Per legge - ha spiegato, ieri pomeriggio, il comandante Di Marco - ogni sostituzione temporanea o definitiva di un mezzo di linea, in Sicilia, deve essere autorizzato dalla Regione. Lunedì non c'era l'autorizzazione della Regione e pertanto il traghetto che avrebbe dovuto sostituire l'European Voyager, è rimasto all'ancora. Il sindaco delle Pelagie, Giusy Nicolini, - ha proseguito nella ricostruzione dell'accaduto il comandante della Guardia costiera empedoclina - ha scritto al prefetto rappresentando motivi di ordine pubblico quali l'approvvigionamento di viveri, il trasporto dei rifiuti per evitare carenze igieniche sanitarie. In considerazione del fatto che fra 48 ore circa dovrebbero aversi avverse condizioni di tempo - Di Marco è entrato nel dettaglio - e condividendo le motivazioni valide espresse dal prefetto, ho autorizzato una sola corsa straordinaria di andata e ritorno».
Una deroga, insomma. E nel frattempo si attende che da Palermo, dalla Regione, arrivi l'autorizzazione alla sostituzione del traghetto.
«Non è accettabile che l'isola di Lampedusa paghi le conseguenze di un servizio di trasposto marittimo gestito il più delle volte con mezzi non idonei, - ha detto ieri, con una nota stampa, il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Panepinto - . Lampedusa è al centro di un'emergenza umanitaria - sottolinea - ma non può e non deve dimenticare la sua vocazione turistica. Bloccare i collegamenti con la terraferma, a causa della carenza di mezzi o dell'impiego di navi di fatto prive di autorizzazioni, tanto da non poter effettuare il servizio, come è accaduto di recente nel caso della Pietro Novelli, che assicura il collegamento solo grazie ad un'ordinanza del prefetto, può creare danni irreversibili all'economia ed alla tutela ambientale dell'isola. Sarebbe interessante sapere - conclude Panepinto come funziona una privatizzazione che alla Regione costa 55 milioni di euro ma che di fatto non garantisce la continuità del servizio con gravi conseguenze. Assistiamo, insomma, all'ennesimo smacco nei confronti delle isole minori».

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