Agrigento, scattano i controlli a Scala dei turchi contro gli abusi

AGRIGENTO. Il luogo è, insieme alla Valle dei templi, uno dei più suggestivi per bellezza del panorama e valenza naturalistica. Eppure, nonostante sia un sito nella lista dell’Unesco per diventare Patrimonio mondiale dell’Umanità, qualcuno continua a fare come gli pare. Per questo la Guardia di Finanza di Agrigento e la Capitaneria di Porto empedoclina, hanno messo su, una vera e propria task force che per tutto il periodo estivo, monitorerà l’area tenendo sotto controllo tentativi di abusi e di illeciti che possono danneggiare sia l’immagine che il territorio su cui la Scala dei turchi si staglia.
L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è stato messo a segno solo due giorni addietro proprio sotto le falesie di marna bianca, un agrigentino di 36 anni, C.R., per altro già piuttosto conosciuto per i suoi precenti di polizia di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, aveva pensato «bene», di organizzarsi un’attività commerciale ovviamente abusiva a ridosso della Scala dei Turchi.
Aveva piantato quattro assi cui aveva legato una sorta di tendone alla meno peggio, si era dotato di frigobar e si era messo a vendere a villeggianti e turisti da bere e da mangiare. Il tutto, ovviamente senza licenza e senza il rilascio di scontrini.
Peccato, per lui, che i finanzieri del Comando Provinciale di Agrigento e della Sezione Operativa Navale di Licata, in stretta collaborazione con i militari della Capitaneria di Porto Empedocle, sono intervenuti nel chioschetto che l’uomo aveva montato per vendere abusivamente bibite e spuntini.
Le Fiamme Gialle ed i militari della Capitaneria di Porto hanno dapprima fermato l’agrigentino, poi, una volta appurata l’assoluta mancanza delle prescritte autorizzazioni demaniali, i militari hanno contestato l’abusiva occupazione del suolo demaniale marittimo.
L’azione di contrasto ha portato alla denuncia a piede libero dell’agrigentino, al sequestro del precario punto vendita abusivo ed alla constatazione di sanzioni amministrative e tributarie per un ammontare di oltre 1800 euro.
«L’intervento sinergico di Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto - spiega il comandante provinciale delle Fiamme Gialle Massimo Sobrà - che in questo ambito, non sarà ne il primo nè l’ultimo sul litorale agrigentino in questa stagione estiva, ha inciso su un fenomeno che, oltre a deturpare l’immagine di una tra le più note attrattive turistiche della provincia, candidata peraltro ad essere dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, rappresentava, in piena estate, una concorrenza sleale per tutti gli imprenditori del settore».
Candidata al tanto atteso titolo di Patrimonio dell'Unesco, la Scala dei Turchi, è balzata agli onori della celebrità internazionale grazie a Camilleri e al suo commissario Montalbano ma anche grazie a Giuseppe Tornatore che nel suo «Malena», l’ha scelta per girare alcune scene. La scorsa estate, poi dopo oltre un ventennio di battaglie e la perseveranza degli ambientalisti, si è finalmente demolito l’ecomostro, un condominio a più piani, eretto nei pressi della scogliera, e pronto a diventare un albergo. Adesso che l’ecomostro non c’è più, la Scala dei Turchi puo continuare l’iter, iniziato nel 2007, per l’inserimento nella lista dei luoghi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

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