Agrigento, rischio crolli tra via Garufo e De Castro:
il Comune sgombera case e magazzini

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Case e magazzini sgomberati in via precauzionale per garantire l'incolumità pubblica e privata. Si tratta di sei unità immobiliari confinanti con quello dichiarato "pericolante" all'incrocio tra la via Garufo e via De Castro, nella zona fra via Duomo e piazza Don Minzoni, nel centro storico di Agrigento. Complessivamente 19 gli agrigentini che si sono visti notificare lo sgombero cautelativo. Una ordinanza, firmata dal sindaco facente funzioni Piero Luparello, che è stata inoltrata anche al dirigente dell'ufficio Solidarietà sociale affinché "provveda ad esaminare le eventuali situazioni di disagio che si possono presentare quale conseguenza agli effettuati sgomberi e a porre in essere i provvedimenti di competenza". Pare proprio però che nessuno dei destinatari dell'ordinanza di sgombero - avendo, a quanto pare, altre alternative abitative - avrà bisogno della Solidarietà sociale.
I vigili del fuoco, all'inizio dell'anno, erano intervenuti fra le vie De Castro e Garufo per il crollo di parte dei solai di un edificio composto da quattro elevazioni. Un edificio già oggetto di ordinanza sindacale per la messa in sicurezza. Interventi che, però, i privati proprietari di quello stabile cadente non hanno ancora fatto. Necessario pertanto che gli edifici confinanti, aventi parti strutturali comuni con quello pericolante, - secondo i vigili del fuoco - vengano dichiarati inagibili fino a quanto non saranno effettuate le necessarie verifiche statiche. "Ho chiesto all'ufficio Ragioneria - ha spiegato, ieri, il sindaco facente funzioni Piero Luparello - di mettere a disposizione delle somme per procedere alla demolizione delle parti pericolanti. Soldi, però, non ve ne sono". A carico dei proprietari della palazzina cadente già nell'agosto del 2011 era stata firmata un'ordinanza sindacale, dell'allora sindaco Marco Zambuto, per la messa in sicurezza del fabbricato a salvaguardia della pubblica incolumità. Lettera "morta". Dopo l'intervento dei pompieri all'inizio dell'anno, accertato che "sussistono le condizioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità", non è rimasta che altra strada da percorrere che quella dello sgombero cautelativo con effetto immediato degli edifici limitrofi a quello pericolante. "Le emergenze attuali di edifici del centro storico - ha aggiunto, ieri, Luparello - riguardano tutti edifici appartenenti a privati. Privati che nonostante le ordinanze di messa in sicurezza rimangono inottemperanti. Il Comune, che è senza fondi necessari, dovrebbe pertanto sostituirsi all'inerzia dei privati, avviando o l'acquisizione degli immobili o la loro demolizione".

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