Consiglio comunale di Favara, sedute infruttuose ma «gettoni» pagati

FAVARA. Mentre da luglio ai dipendenti comunali è stato tolto uno dei due buoni pasto settimanali di cui godevano (del valore di 7 euro) a motivo della necessità di limitare le spese, non sembra che gli attori della politica locale siano disposti a stringere la cinghia, almeno per quel che li riguarda. E così gli inquilini dell'aula "Falcone e Borsellino" che nel fine settimana scorso hanno partecipato alle sedute di consiglio (quelle di venerdì e sabato), senza concludere alcunché, una prima volta perché è venuto meno il numero legale, una seconda volta perché non essendo presente alcun componente della giunta si è preferito rinviare i lavori a questa sera, percepiranno ugualmente i gettoni di presenza in barba anche alle sollecitazioni della Corte dei Conti che aveva chiesto maggiore ponderatezza nella spesa pubblica. Ma i paradossi non sono finiti visto che l'invito a tenere pubbliche sedute nella giornata di mercoledì, unico giorno destinato ai rientri pomeridiani, per evitare il pagamento di ore di lavoro straordinario al personale dipendente, non è stato rispettato tant'è che la convocazione del consiglio è avvenuta per la giornata di venerdì con i lavori proseguiti nella giornata di sabato e rinviati ad oggi che è martedì. Sulla vicenda si registra un duro intervento di Rifondazione Comunista con il capogruppo Antonio Palumbo. "Per l'ennesima volta -dice- mi ritrovo a denunciare il comportamento scorretto della maggioranza dei consiglieri che ormai usano il consiglio solo per timbrare la presenza e lucrare il gettone. Non si spiega altrimenti il loro comportamento visto che sistematicamente fanno mancare il numero legale disinteressandosi dei lavori d'aula". Va ricordato, a onor del vero, che qualche consigliere ha rinunciato del tutto al gettone di presenza come Mariella Vella del Ncd (a far data dal 23 novembre 2012), mentre qualche altro, come Gaetano Caramazza (Pd) dal 2 luglio 2012 si è ridotta l'indennità del 30%. Lo stesso Antonio Palumbo dal primo gennaio 2013 ha rinunciato ai gettoni successivi alle 14 presenze. Anche il sindaco e la giunta sin dal loro insediamento avevamo rinunciato al 30% delle indennità di funzione. Intanto, sono in pagamento le indennità maturate nel mese di giugno dai consiglieri comunali. Percepiranno il massimo possibile (pari a 1.122,39 euro) Giuseppe Bellavia, Rino Scalia, Salvatore Lupo, Giacomo Distefano, Salvatore Broccia, Giuseppe Rizzuto, Stefano Valenti, Antonio Alaimo, Giovanni Bennardo, Antonio Limblici, Pasquale Milioti,. Un gradino più sotto ci sono Paolo Alaimo, Giuseppe Nobile, Antonello Crapanzano, Calogero Castronovo, Pasquale Bottone che porteranno a casa 1.112, 83 euro. Sopra i mille euro si attesta anche Antonio Fallea (1.054,26). Molto più parsimoniose le donne con Erica Matina che percepirà 58,57, Tania Sgarito 702,84, Genny Chianetta 878,55 euro.

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