Agrigento, diminuisce il numero di aziende che chiude l'attività

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Finalmente un segno «più» in una delle tante analisi economiche che riguardano il territorio agrigentino. Segnali incoraggianti arrivano infatti, quasi a sorpresa, dalla rilevazione sulla «nascita e morte» delle imprese, nel secondo trimestre dell'anno e fotografati da Movimprese.
Dall'anagrafe delle imprese risulta infatti, che in provincia di Agrigento, il tasso di crescita percentuale risulta dello 0,41 per cento rispetto al trimestre precedente e fa registrare un saldo di 166 imprese a fronte di 641 iscrizioni e 475 cessazioni. Per quanto riguarda le imprese artigiane, i dati sembrano confermare l'inizio di un’inversione di tendenza anche se con un tasso di crescita dello zero per cento, niente di che, ma finalmente cancella il segno meno.
I numeri si ricavano dall’analisi di Movimprese, e riguarda una rilevazione trimestrale condotta sui Registri delle imprese delle Camere di commercio italiane da Unioncamere-InfoCamere.
In termini percentuali, tra aprile e giugno lo stock delle imprese registrate ai registri delle Camere di commercio è cresciuto complessivamente dello 0,59 per cento contro lo 0,43 del secondo trimestre 2013. Il saldo maggiore, in termini assoluti, si registra al Sud con 12.106 imprese in più. Da segnalare come poco più del 5 per cento dell'incremento della base imprenditoriale rilevato nel periodo sia frutto del recupero delle imprese artigiane che fanno registrare un incremento dello stock pari allo 0,14 rispetto alla stagnazione del corrispondente trimestre del 2013, un risultato determinato principalmente da una significativa riduzione delle cessazioni.
«Questi dati, specialmente con riferimento alla nostra provincia, dimostrano - sottolinea il presidente della Camera di commercio di Agrigento Vittorio Messina - che, sia pure con fatica, il tessuto imprenditoriale, come affermiamo da un po' di tempo, reagisce e torna a crescere. Tuttavia, la delicatezza del momento e la fragilità della ripresa esigono politiche di crescita per ridare lavoro a chi lo ha perso e per sostenere gli sforzi di quei giovani che lo cercano. Oggi, il Governo è alle prese con la grande sfida delle riforme per modernizzare il Paese e rilanciare l'economia».
Secondo Messina inoltre, si tratta di una fase che mette tutti davanti alla responsabilità di fare le scelte giuste per aiutare lo sviluppo. «Tra queste - ricorda - c'è la riforma della Pubblica amministrazione che comprende una rivisitazione del ruolo delle Camere di commercio, enti che continuano ad essere visti come fondamentale riferimento sul territorio, capace di interpretarne le esigenze e dare risposte concrete ed efficaci. I messaggi che in questi giorni sono stati indirizzati all'esecutivo e al Parlamento - conclude Vittorio Messina - rappresentano dei significativi contributi di cui tenere conto per dare vita ad una riforma del sistema camerale che serva a ridare slancio alle nostre istituzioni e a renderle ancora più efficienti».

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