Comune di Agrigento, da 11 giorni atteso il Commissario

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Ad undici giorni dalle irrevocabili dimissioni di Marco Zambuto - una scelta "quasi obbligata" visto che andava incontro, per effetto della legge Severino, in seguito alla condanna a 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso di ufficio, alla sospensione per 18 mesi - si stringono i tempi per la nomina del commissario straordinario che dovrà governare il Comune di Agrigento.
Tanti i nomi sottoposti al vaglio del presidente della Regione, Rosario Crocetta. Ma uno solo è quello sul quale Crocetta si starebbe concentrando. La firma del decreto, proprio con quel nome, sembra anzi piuttosto imminente. E l'uomo prescelto - colui che, tranne colpi di scena, dovrà indossare le vesti di commissario straordinario e traghettare il Municipio fino a nuove elezioni amministrative - è un uomo che conosce bene, anzi benissimo, il territorio. Compresi pregi e difetti. Un uomo che conosce anche la macchina amministrativa di Agrigento, compresi i suoi responsabili, nonché molti dei componenti della politica cittadina. E' un funzionario che per tanti anni, anche in citta', ha "piantumato" il seme della legalità e che, di recente, s'è occupato, in una apposita commissione di esperti, anche della verifica degli appalti nelle aziende sanitarie ed ospedaliere. Si tratta di Girolamo Di Fazio, dirigente superiore di Ps, già questore di Agrigento dall'agosto del 2007 al giugno del 2011. Un nome, il suo, che viene ripetuto, con la forza del piacere, quale persona adeguata, quale grande conoscitore della realta' agrigentina, a Palermo; ma che ufficialmente ed istituzionalmente non viene confermato.
Il commissario straordinario, chiunque sia, non sarà, però, la premessa per il dissesto finanziario del Municipio. La situazione del Comune è deficitaria.
La Corte dei Conti, nei giorni scorsi, "pur dando atto che l'ente è fuoriuscito dalla condizione di deficitarietà strutturale" s'è detta preoccupata per la "consistenza del fenomeno dei debiti fuori bilancio e per la problematica dei residui attivi, in particolare quelli afferenti le entrate da corrispettivo del servizio rifiuti, nonché le forti tensioni di liquidità che dopo una tendenziale contrazione sembrano riemergere in maniera assai preoccupante, unendosi agli altri fattori di pregiudizio per gli equilibri finanziari dell'ente".
Di fatto, dunque, se il Comune di Agrigento è destinato ad andare verso il dissesto finanziario non dipenderà dal commissario straordinario o meno. E anche se fosse rimasto sindaco Marco Zambuto non sarebbe stato evitabile. I maligni sostengono anzi che Zambuto avrebbe fatto le valigie proprio per il rischio che il Comune venisse travolto dalla possibilità del dissesto finanziario.
Sia che fosse rimasto Zambuto sindaco o con l'arrivo, sembrerebbe imminente, del commissario straordinario, occorrerà lavorare per risanare il Comune. Occorreranno, per come di recente ha scritto la Corte dei Conti, "ulteriori, puntuali, misure correttive" di cui dovranno occuparsi proprio il commissario straordinario che sta per essere nominato oltre che i Revisori dei conti del Municipio.
MPA.Il Movimento per l’autononia intervieve ancora sulla querelle sulla gestione dei rifiuti. «È stata una relazione praticamente inutile. Anzi, dannosa». Alfonso Vassallo, capogruppo Mpa di aula Sollano, lo bolla così il documento redatto dal consulente, incaricato dall’allora sindaco Zambuto, allo scopo di indirizzare il Consiglio comunale in ordine alla scelta da compiere per la gestione del servizio della raccolta rifiuti al Comune di Agrigento. «Dannosa – precisa l’esponente autonomista – perché questo incarico è costato alle casse dell’ente ben 20 mila euro a fronte di un lavoro prodotto che equivale a zero. Sarebbe stato opportuno e doveroso, da parte del professionista, tratteggiare concretamente e tecnicamente le procedure sa seguire ed offrire una disamina analitica dei costi e dei benefici per ciascuna forma di gestione: in house, mista o affidamento a terzi».

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