Favara, Aragona e Comitini: le amministrazioni contro il mega impianto eolico

Agrigento, Archivio

FAVARA. Le amministrazioni comunali di Favara, Aragona e Comitini unite nel sostenere la loro contrarietà alla costruzione di un sistema di produzione di energia elettrica alimentato da impianto eolico di 22 megawatt da installare sui loro territori. Lo hanno ribadito ieri mattina nel corso di una conferenza dei servizi convocata a Palermo presso l'assessorato regionale all'Energia. A loro sostegno sono intervenuti la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento e lo stesso assessorato all'Energia. "Le amministrazioni sono favorevoli e fanno di tutto per dare il giusto slancio alle fonti di energia alternativa - hanno detto i sindaci Salvatore Parello, Felice Raneri e l'assessore favarese Enzo Agrò -. Ma credono che le scelte e le progettualità di tale portata devono essere inserite in contesti idonei, là dove non interferiscono con le emergenze naturali, ambientali, archeologiche, storiche e culturali dei territori stessi". Insomma, in primo luogo vanno salvaguardate e tutelate le ricchezze esistenti. Il progetto presentato dalla società Pan Anemos Trinacria ha previsto l'installazione di 11 aerogenatori alti 135 metri con potenza nominale ciascuno di 2050 kw. "Per meglio capire la loro portata - spiega l'assessore Agrò - sono tre volte più potenti rispetto a quelli installati a monte Narbone e a monte Malvizio, nei territori di Palma di Montechiaro e Favara oltre ad essere più alti per una volta e mezza". L'amministrazione comunale di Aragona, con in testa il sindaco Parello, recentemente ha dibattuto in consiglio la problematica ribadendo l'indisponibilità a consentire la posa di 8 pali, degli 11 previsti, nel suo territorio. E non solo per aspetti di carattere tecnico, derivanti da contrasti con le normative nazionali e regionali vigenti in materia (in ultimo con il Piano Paesaggistico recentemente adottato dalla Regione Siciliana), ma anche per aspetti meramente politici dovuti alla programmazione dello sviluppo sostenibile che le amministrazione comunali nell'ultimo ventennio hanno adottato. Con la risoluzione di ieri mattina si allontana definitivamente il rischio di vedere "offeso" il territorio che attraversa i comuni di Comitini, Aragona e Favara. "Anche perché il progetto proposto - dice il primo cittadino aragonese - appariva devastante perché, se realizzato così come previsto, avrebbe interessato un'area molto vasta e, di conseguenza, avrebbe alterato pesantemente l'ambiente naturale tipico delle zone interessate, dove sono già presenti insediamenti abitativi, permanenti e stagionali". U.R.

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