Licata, ausiliari senza contratto L’ospedale è a rischio

I precari: «Senza di noi in ogni reparto si registrerà la paralisi. La legge autorizza l’Asp a concedere un rinnovo di 36 mesi»

LICATA. “Senza di noi l’ospedale rischia la chiusura”. Ad affermarlo, senza girarci troppo attorno, sono i cinquanta ausiliari socio sanitari specializzati che lavorano al San Giacomo d’Altopasso. Per molti di loro, in servizio ormai dal 2010, i contratti sono già scaduti, senza che siano stati rinnovati, per gli altri scadranno al massimo alla fine di maggio. Così, se nel frattempo l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento non avrà prorogato gli incarichi, tra pochi giorni nel presidio licatese non ci sarà più nessuno che si occuperà del trasporto di barelle e letti da un reparto all’altro e dell’igiene personale dei pazienti. I disagi già ci sono e riguardano diverse unità operative, con i primari che già da tempo hanno scritto alla direzione generale dell’Asp per fare presente che l’assenza degli ausiliari li costringerà a fare i salti mortali per assicurare questo tipo di servizio. “Al Pronto Soccorso, per esempio – dicono gli ausiliari – dovrebbe essere garantita la presenza di almeno due operatori con la nostra qualifica per ogni turno, ed uno di notte. Invece in ogni turno c’è al massimo un ausiliario ed accade anche che venga chiesto l’aiuto ad altri reparti. La stessa condizione si registra in Pediatria, dove dopo il mancato rinnovo dei contratti, è rimasto in servizio un solo ausiliario socio sanitario specializzato”.
“Una legge dell’agosto scorso stabilisce – dicono Rosa Ingrasciotta e Giuseppa Fazio, portavoce degli ausiliari – che i nostri contratti devono essere rinnovati per 36 mesi e poi debba essere bandito il concorso per la stabilizzazione. La normativa è stata confermata nello scorso dicembre, quindi appena cinque mesi fa, da un’altra legge che disciplina la materia. A più riprese ci siamo confrontati con la direzione generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, ma finora nessuno di noi ha ottenuto il rinnovo. Intanto a tanti i contratti sono già scaduti e nei reparti non sanno più a che santo votarsi per assicurare i servizi che abbiamo garantito con efficienza fino a pochi giorni fa”. Gli ausiliari, inoltre, rilevano che “in alcune aziende siciliane i contratti sono stati già rinnovati”. “E’ il caso – aggiungono Fazio e Ingrasciotta – dell’Asp di Messina. Lì non hanno avuto esitazioni ad applicare la legge che prevede la proroga dei contratti. Ed allora perché l’Asp di Agrigento non segue lo stesso esempio?”. I lavoratori fanno rilevare, inoltre, che “in qualche caso dei contratti ad ausiliari, giunti presso l’Asp di Agrigento con la mobilità, sono stati rinnovati. In base a quale criterio di legge loro hanno ottenuto la proroga e noi ne siamo stati esclusi?”. Tutte domande alle quali è attesa una risposta da parte dell’azienda sanitaria.

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