Sanzioni, protesta ancora la marineria di Sciacca

Sit-in di centinaia di pescatori davanti alla sede del Circomare dopo che la Capitaneria di porto e la Guardia costiera hanno elevato sanzioni da 4 mila euro
Agrigento, Archivio

SCIACCA. Si ferma la marineria e continuano i sit-in di centinaia di pescatori davanti alla sede del Circomare dopo che la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera hanno elevato sanzioni da 4 mila euro. I natanti colpiti sono già 27, tutti impegnati, il primo maggio, in attività di pesca, violando così un decreto ministeriale che prevede il fermo nelle giornate di sabato, domenica e festivi. I militari hanno posto sotto sequestro più di una tonnellata di prodotto ittico rinvenuto a bordo. Applicata ad ogni unità la sanzione accessoria della perdita di sei punti sulla rispettiva licenza di pesca. Gli armatori saccensi erano convinti che il primo maggio, come il 25 aprile, ci fosse un'autorizzazione in deroga che, invece, dal ministero delle Politiche Agricole non è mai stata emessa. E queste sanzioni rappresentano solo l'inizio dell'attività di controllo perché il Circomare, attraverso il sistema dei blu box, che consentono la localizzazione e il controllo dei natanti, sta cercando di risalire ai motopesca che fino ad oggi non sono stati localizzati. Una delegazione di marinai è stata ricevuta dal comandante del Circomare, tenente di vascello Concetto Maltese, mentre il sindaco, Fabrizio Di Paola, ha interessato della vicenda il prefetto di Agrigento, Nicola Diomede. Il Circomare applica la legge. Militari dell'ufficio hanno parlato a lungo, ieri, con i marinai, mentre nel piazzale antistante la sede dell'ufficio sono arrivati pure carabinieri e polizia. La protesta è andata avanti in maniera civile. Alle forze dell'ordine i pescatori hanno spiegato le ragioni della loro protesta, ma anche evidenziato la grave crisi che investe il settore. Le prossime ore saranno determinanti per stabilire come si evolverà la vicenda. Secondo il presidente del consiglio comunale, Calogero Bono, che è pure dirigente della cooperativa di pesca Madonna del Soccorso, potrebbe arrivare un provvedimento del ministero delle Politiche. "La deroga - dice Bono - era stata concessa per il 25 aprile e in quel provvedimento c'era spazio per una diversa interpretazione. I pescatori sono andati in mare perché convinti che la deroga valesse anche per il primo maggio". "Il settore è in grave crisi - dice Pippo Fauci, armatore - e questa proprio non ci voleva. Speriamo che si trovi una soluzione perché sarebbe un dramma per l'intero settore". Tra le ipotesi avanzate dagli armatori durante la protesta anche quella della consegna delle licenze di pesca al Circomare. Ieri pomeriggio armatori e pescatori hanno incontrato il sindaco, Fabrizio Di Paola. "Al momento siamo in stato di agitazione - dice Vito Colletti, della cooperativa Madonna del Soccorso - e adesso è in corso un controllo a tappeto delle imbarcazioni. Noi speriamo che arrivi una deroga del ministero che porti all'annullamento dei verbali che sono pesanti, 4 mila euro più i punti che vengono tolti all'armatore e al capitano. Se non si trova una soluzione - aggiunge Colletti - attueremo altre forme di protesta, ma sempre nell'ambito della massima civiltà". E, intanto, il blocco dei natanti continua.

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