Italcementi di Porto Empedocle, assemblea dei lavoratori a rischio

Agrigento, Archivio

PORTO EMPEDOCLE. Certezze, al momento, non ce ne sono. Il futuro dei lavoratori dell’Italcementi di Porto Empedocle, sembra segnato ma le possibilità di salvare i livelli occupazionali esistono e spetta alla politica fare in modo che il territorio provinciale, non debba fare i conti con una nuova sconfitta. Ieri mattina, all’assemblea dei lavoratori Italkali, i sindacati di categoria, hanno discusso anche dell’esito dell’incontro di qualche giorno addietro a Palermo in commissione attività produttive. Incontro aggiornato al 20 maggio, per l’assenza dei rappresentanti del governo regionale.
«Quella in corso tra Italcementi e Italkali - scrivono i sindacalisti Vito Baglio, Francesco Iudici e Salvatore Caruana di Fillea, Filca e Feneal - non può essere una trattativa di semplice corrispondenza. C’è in discussione il futuro di un’intera comunità. Invitiamo la politica a mettere da parte la campagna elettorale, ogni forma di invidia, e perché no, anche forme di gelosie sulla scelte da adottare. Evitiamo le paternità delle iniziative, le polemiche sterili. Lavoriamo per risolvere il problema e per evitare altri licenziamenti, metteremo in atto tutte le iniziative necessarie affinché la comunità empedoclina già duramente provata dalla crisi con la perdita di centinaia di posti di lavoro, non paghi a caro prezzo la scelta aziendale di Italcementi Group». Da qui la decisione di informare degli sviluppi della vertenza il prefetto Nicola Diomede, il presidente della Regione, Rosario Crocetta e l’assessore regionale alle Attività Produttive, Linda Vancheri.
Intanto, a fare paura sono i numeri illustrati da Italcementi, numeri che parlano di 53 dipendenti potrebbero ritrovarsi sulla graticola se non interverranno soluzioni al problema. A settembre, infatti, scade la cassa integrazione straordinaria attivata dalla holding del cemento in seguito al crollo delle grandi commesse pubbliche e del mercato immobiliare che si è fatto notevolmente sentire sulla filiera. «Bisogna accelerare tutti i percorsi - aggiungono i sindacalisti - affinché prima di quella scadenza lo stabilimento possa continuare la sua produzione consentendo al tessuto socio-economico del territorio di tirare un sospiro di sollievo. Il prossimo incontro in programma il 20 maggio alla terza Commissione Attività Produttive presieduta da Bruno Marziano, dovrà servire affinché le parti del tavolo di trattativa giochino a carte scoperte a cominciare dalla Regione con il suo presidente Rosario Crocetta che non può stare a guardare da semplice spettatore la partita, l’Italcementi Group e l’Italkali».
E solo qualche giorno addietro, erano state le segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil di Agrigento a scrivere direttamente a Crocetta per focalizzare la questione Italcementi vista l’imminenza della scadenza della Cassa Integrazione Guadagni.
«Da troppo tempo - ribadiscono Massimo Raso, Maurizio Saia e Aldo Broccio - si parla di un interessamento di Italkali su questa area che consentirebbe alla stessa di sviluppare la verticalizzazione dei sali potassici ma la stessa dice di essere bloccata dall’atteggiamento della Regione. Occorre un momento di verità e di chiarezza e per questa ragione occorre, a nostro avviso, un incontro con Crocetta e le parti interessate da tenere alal prefettura di Agrigento».

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