Licata, peschereccio cola a picco nel porto Marianello

Sul posto, nella tarda mattinata di ieri, sono intervenuti i volontari della Guardia costiera ausiliaria che, con l’ausilio di sommozzatori e palloni, hanno imbracato la barca per riportarla a galla

LICATA. Un motopesca di ben dodici metri, il Sant’Antonio, è affondato all’alba di ieri nel porto di Marianello. L’imbarcazione, regolarmente iscritta al compartimento marittimo licatese, era ormeggiato al molo del porto pescherecci quando, improvvisamente e nel giro di pochi minuti, è colata a picco. Per i militari della guardia costiera, che indagano sull’accaduto coordinati dal tenente di vascello Luca Montenovi, le cause dell’affondamento sono da accertare, ma pare che la pista privilegiata sia quella di una falla nella chiglia dell’imbarcazione. D’altro canto, secondo i militari, il peschereccio è andato a fondo troppo velocemente per pensare che abbia imbarcato acqua a causa di un problema alla sentina. In ogni caso, come prevede la prassi, l’Ufficio circondariale marittimo ha trasmesso un’informativa ai magistrati della procura della Repubblica di Agrigento. L’allarme è scattato poco dopo le 6 del mattino di ieri, quando alcuni pescatori presenti nel porto pescherecci di Marianello hanno notato che il motopesca Sant’Antonio imbarcava acqua. Hanno avvertito i proprietari e, contemporaneamente, la guardia costiera. L’armatore del natante è arrivato sul posto nel giro di pochi minuti, ed insieme a lui i militari dell’Ufficio circondariale marittimo. Sono stati questi ultimi a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco. L’unità in servizio presso il distaccamento di corso Argentina ha raggiunto subito il porto di Marianello. Il Sant’Antonio, però, imbarcava acqua così velocemente da rendere impossibile qualsiasi “salvataggio”. Nel giro di pochi minuti l’imbarcazione è andata a fondo. Prima di colare a picco, però, il motopesca si è girato su di un lato, così da poggiare sul fondale (in quel punto basso) con tutta la parte sinistra dello scafo. In superficie rimaneva, come hanno potuto notare i tanti curiosi che ieri mattina sono accorsi nella zona, soltanto un lembo della parte destra dello scafo. Il resto del peschereccio era sott’acqua. “E’ stata scongiurata – ha annunciato nella tarda mattinata di ieri il comandante del porto – qualunque forma di inquinamento dello specchio d’acqua della darsena peschereccia di Marianello. Nei serbatoi del Sant’Antonio infatti non c’era carburante, quindi non si è registrato alcuno sversamento”. I vigili del fuoco hanno provato ad evitare che la barca andasse a fondo, ma è colata a picco in maniera talmente veloce che non c’è stato nulla da fare. La guardia costiera ha fatto presente all’armatore che era suo dovere riportare a galla, affinchè non creasse problemi alla navigazione, il motopesca. Sul posto, nella tarda mattinata di ieri, sono arrivati i volontari della Guardia costiera ausiliaria che hanno lavorato fino a tarda sera nel tentativo di recuperare il natante. Due sommozzatori dell’associazione si sono immersi ed hanno imbracato la chiglia della barca, applicando dei palloni che hanno il compito di “aiutare” lo scafo a tornare in superficie. Sul molo lavoravano gli altri volontari, muniti anche di idrovora, e sulle operazioni ha vigilato la guardia costiera. 

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