Favara, scontro politico anche sui parenti deceduti

FAVARA. «Sindaco vergogna». Titola così una manifesto mortuario fatto affiggere ieri mattina per le strade della città a firma di otto consiglieri comunali che criticano aspramente la decisione del primo cittadino di riunire in due loculi attigui del cimitero di Piana Traversa i cadaveri di due suoi affini. «Il 9 aprile cessava di vivere la pari dignità dei defunti» è il triste annuncio dato da Filippo Ceresi, Giovanni Bennardo, Antonio Palumbo, Gaspare Scalia, Salvatore Lupo, Salvatore Broccia, Paolo Dalli Cardillo e Tania Sgarito convinti che Rosario Manganella abbia usato il cimitero per soddisfare esigenze personali interpretando il nuovo regolamento di polizia mortuaria in maniera univoca per favorire suoi familiari. Sarà proprio così? Di certo c'è un atto deliberativo adottato lo scorso 6 febbraio, all'unanimità dei consiglieri comunali presenti in aula, e quindi di maggioranza e opposizione, con il quale si è modificato il regolamento comunale di polizia mortuaria. Inserendo l'articolo art. 75 bis si sono offerte due possibilità ai favaresi. Con la prima si consente l'estumulazione di salme per eventuali richieste di ricongiungimento di persone legate in vita da vincolo di matrimonio o di parentela in linea retta di primo grado (genitori e figli e viceversa). Con la seconda si dà l'opportunità, ma solo nelle sezioni di nuova costruzione, in misura massima del 10% (calcolata sulle singole file), la tumulazione dei defunti (provenienti anche da file diverse) per consentire la loro ricongiunzione . I defunti, però, devono essere stati legati tra di loro da matrimonio o da parentela in linea retta di primo grado. In tal caso è possibile che le due salme trovino collocazione anche in senso orizzontale. Secondo i consiglieri che hanno dato alle stampe il manifesto listato a lutto, e che ieri ha incuriosito molta gente che si è soffermata a leggere il messaggio, il sindaco avrebbe piegato il regolamento ai suoi desideri forzandone l'interpretazione tanto che si ripropongono di tornare in aula per fornire un'interpretazione autentica eliminando così ogni dubbio. Per il sindaco Manganella, fuori sede per ragioni familiari, chi lo accusa sarebbe a corto di argomentazioni politiche e, non potendosi appigliare a nulla, andrebbe a scomodare i morti. «Preciso che io personalmente non ho fatto domanda di ricongiungimento e che non ho influito sulle decisioni degli uffici cimiteriali - spiega -. Si è seguita la norma che per altro è stata approvata anche da chi adesso mi accusa e successivamente pubblicata all'albo pretorio e in quello on line».

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